Forte Dossaccio / Werk Dossaccio

Paneveggio - Forte Dossaccio

Passo Rolle

gian • 12/06/2020

Dettagli

Sport
Escursione
Voto
Difficoltà
Turistica
Durata
02:00 ore
Lunghezza
10.2 km
Vertigini
Nessuno
Altitudine min.
1510 m
Altitudine max.
1838 m
Dislivello +
350 m
Dislivello -
350 m
Parcheggio auto
Vedi su Gmaps
Terreno
  • 85%
  • 10%
  • 5%
  •  Bosco
  •  Prato
  •  Urbano
Stagione
  • Gen
  • Feb
  • Mar
  • Apr
  • Mag
  • Giu
  • Lug
  • Ago
  • Set
  • Ott
  • Nov
  • Dic
Sentieri

Descrizione

Questo itinerario porta alla scoperta di uno dei forti austro-ungarici meglio preservati del Trentino, mai parte attiva negli scontri della Grande Guerra: Forte Dossaccio (Werk Dossaccio in tedesco). Il forte fa parte del “Circuito dei forti del Trentino”, progetto nato nel 2015, centenario dall’inizio delle ostilità fra Impero Austro-Ungarico e Regno d’Italia, e gestito dalla Fondazione Museo storico del Trentino; inoltre è tappa del “Sentiero della Pace” (VII Tratto “Val di Fassa” – Prima tappa “Passo Rolle – Passo San Pellegrino”), percorso di circa 600 km sulla vecchia linea del fronte occidentale della guerra italo-austriaca, da Passo dello Stelvio alla Marmolada

Il percorso, completamente tabellato in quanto parte degli itinerari proposti dal Parco, si sviluppa nella sua interezza all’interno del territorio del Comune di Predazzo (Comunità Territoriale della Val di Fiemme) e parte dal ponte della SS50 “del Grappa e del Passo Rolle” sul Rio di Lusia, situato qualche centinaio di metri a valle del Centro Visitatori del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, 

Dal ponte si seguono le chiare indicazioni per Forte Dossaccio, che indicano l’ampia strada forestale che sale dolcemente la Val dei Buoi. Si percorre quindi la strada che, dopo aver superato un ponte sul Rio di Lusia, continua a salire sulla destra del corso d’acqua fino a giungere ad un bivio, dove si procede tenendo la sinistra e seguendo le indicazioni per il Forte. Dopo circa un chilometro dalla partenza si arriva all’ampia radura del “Pian delle Carigole”, con la casupola in legno del Bait de le Carigole (1.680 m slm). Pochi metri superata la radura il percorso giunge al dolce valico del Col de Cheta (1.683 m slm), poco oltre il quale – al successivo incrocio – procede a sinistra lungo la “Strada Forestale Carigole”, che porta direttamente a Forte Dossaccio dopo un ultimo tratto su mulattiera militare. 

Nonostante il rigoglioso bosco di arbusti cresciuti dopo oltre un secolo di abbandono della struttura, dal Forte (1.838 m slm) si apre tuttora uno straordinario panorama sulle cime della Catena del Lagorai e sulle Dolomiti delle Pale di San Martino. La struttura presenta una formula architettonica simile a quella del più basso Forte Buso (a lato della diga che forma il Lago di Paneveggio / Lago di Forte Buso); particolare è anche il dettaglio della lapide nel muro di sostegno del fossato E che documenta la data d’inizio e di conclusione dei lavori di costruzione: “begonnen Juli 1890 / beendet 31 Oktober 1895”.

Il rientro a valle dal Forte segue il sentiero che parte a N della struttura e scende ripido verso la Val dei Buoi, fino a riconnettersi alla strada forestale percorsa nella parte iniziale dell’itinerario.

Sentieri

  • Dal ponte della SS50 “del Grappa e del Passo Rolle” sul Rio di Lusia poco a valle rispetto all’abitato di Paneveggio, seguire la strada forestale che risale la Val dei Buoi in direzione Forte Dossaccio, [0h 30]
  • Superata la radura del “Pian delle Carigole”, scavalcare il valico del Col de Cheta (1.683 m slm) e – al bivio successivo – procedere a sinistra lungo la “Strada Forestale Carigole” fino a Forte Dossaccio [0h 40],
  • Dal Forte (1.838 m slm), rientrare a valle seguendo il sentiero che parte a N della struttura e che porta a riconnettersi alla strada forestale percorsa inizialmente, poi tornare a Paneveggio. [2h 00] ✓

Forte Dossaccio / Werk Dossaccio

Contesto

Il forte, costruito tra il luglio 1890 e l’ottobre 1895, apparteneva (assieme al “gemello” Forte Buso) al Sperre Paneveggio / “sotto-sbarramento di Paneveggio”, a sua volta parte del Subrayon IV del grande sistema di fortificazioni costruite tra il 1838 e il 1915 dall’Impero austro-ungarico sul confine con il Regno d’Italia.

Il Subrayon IV / “Sbarramento Passo Rolle” (Rolle – Paneveggio – Valli di Fiemme e Fassa – San Pellegrino) fu concepito in seguito alla rinuncia da parte dello Stato Maggiore austriaco di costruire la cintura fortificata del Primiero e della Bassa Valsugana (1881-1882); nel 1883, infatti, il Colonnello Julius Vogl individuò una nuova e migliore linea difensiva all’altezza di Paneveggio da una parte e presso Moena dall’altra.

Forte Dossaccio / Werk Dossaccio, costruito a 1.838 m slm sul monte omonimo, costituiva il perno fra il sistema della Valle del Travignolo e quello dell’adiacente Passo San Pellegrino e doveva garantire il controllo del Passo del Valles e della Valle del Travignolo, nonché evitare un’eventuale penetrazione dall’Alpe di Lusia.

Specifiche

La casamatta presenta una pianta pentagonale su due piani, tipica dell’architettura militare austro-ungarica del tempo, costruita in conci di porfido e calcestruzzo; lungo tutto perimetro la fortificazione era protetta da un fossato profondo frontalmente circa 6 m, nonché da fasce di reticolati con sezioni fino a 12 m. Il fossato frontale era protetto da un cofano in calcestruzzo che accoglieva un gruppo di mitragliatrici, mentre una galleria (poterna) collegava un’opera avanzata e la torre dove si trovavano tre riflettori, alimentati da un gruppo elettrogeno a benzina indipendente. La struttura era dipinta in grigio e verde per garantire il mimetismo.

Il forte era dotato di tre osservatori corazzati; l’armamento consisteva in 4 obici da 100 mm in cupola corazzata, 4 cannoni da 120 mm in casematte di pietra con scudo corazzato e 12 mitragliatrici; il forte disponeva inoltre di un collegamento ottico-telegrafico e telefonico con Forte Buso e Forte Moena / Forte Someda, nonché con la centrale telefonica di Predazzo e San Martino di Castrozza. A seconda delle fonti la guarnigione era composta da 6-7 ufficiali e 160-253 soldati di truppa.

Storia

Terminata la costruzione, Forte Dossaccio fu rimodernato nel 1912, ma già nel 1915 venne disarmato perché ritenuto obsoleto; declassato a “Scheinbau” (tr. falso bersaglio), i suoi cannoni spostati nelle vicinanze. Al posto dei pezzi d’artiglieria, nelle cupole blindate (smontate e sostituite da finte cupole in calcestruzzo) vennero inseriti tronchi d’albero che simulavano le canne degli obici. 

Nel 1915 e 1916 i cannoni del forte contribuirono efficacemente alla difesa della linea del Passo Rolle e del Colbricón

Il forte fu ripetutamente bombardato, ma i grandi blocchi di porfido resistettero efficacemente anche alle granate da 280 mm dell’artiglieria italiana.

Bibliografia

Punti di interesse

Escursioni suggerite

  • Impegnativa

Giro invernale della Nèva

Basso Primiero,Cimonega

  • Durata: 07:00 ore
  • Lunghezza: 16.0 km
  • D+: 350 m
  • Impegnativa

Forcelle al Treviso

Pale di San Martino,Val Canali,Valle del Mis

  • Durata: 03:45 ore
  • Lunghezza: 6.2 km
  • D+: 350 m
  • Impegnativa

Val de Stua

Basso Primiero,Vette Feltrine

  • Durata: 05:30 ore
  • Lunghezza: 12.1 km
  • D+: 350 m
  • Impegnativa
  • Best choice

Anello delle Sédole

Pale di San Martino,Val Canali

  • Durata: 06:00 ore
  • Lunghezza: 12.0 km
  • D+: 350 m
  • Impegnativa

Ferrata Fiamme Gialle

Pale di San Martino,Val Canali

  • Durata: 07:30 ore
  • Lunghezza: 17.0 km
  • D+: 350 m
  • Impegnativa
  • Best choice

Leslie Stephen

Alto Primiero,Pale di San Martino,Val Canali

  • Durata: 12:00 ore
  • Lunghezza: 29.5 km
  • D+: 350 m