Sass de Mura

Buse – Cadin di Nèva – Giro delle Banche del Sass de Mura – Rifugio Boz

Dettagli

Località Val Noana
Caratteristiche Dolomiti, Cimonega, Nèva
Condizioni del percorso Segnato da ometti, non attrezzato
Grado di esposizione 5/5
Terreno (Bosco) 60%
Terreno (Prato) 10%
Terreno (Roccia) 30%
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 17.7 km
Durata 7h 30
Dislivello positivo 1 777 m
Dislivello negativo 1 777 m
Altitudine massima 2 365 m
Altitudine minima 1 157 m
Parcheggio Macchina 46.134105, 11.880891

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Descrizione

Il Sass de Mura (Sass de Mur in dialetto primierotto) è un imponente blocco con lunghi cornicioni di dolomia che fa da confine tra il Primiero (Trentino) e Cesiomaggiore (Veneto). Orgoglioso dei suoi 2.547 metri di altitudine, il Sass de Mura è il monte più alto del gruppo del Cimonega. Molto frequentato dalla fine del 1800 fino alla fine del 1900 da alpinisti che ne aprirono numerose vie, oggi – forse per la sua posizione – giace nel dimenticatoio del panorama escursionistico. Proprio l’essere poco frequentato e selvaggio ne fa tuttavia uno degli angoli più suggestivi e tecnici per i pochi escursionisti esperti che hanno la fortuna di portare a termine l’incredibile “Giro delle Banche”, o “Giro delle Cenge”.

Il Giro delle Banche parte dal Cadìn di Nèva (altro angolo di paradiso incontaminato) e, dopo essere salito di quota sul Sass de Mura, gira attorno al massiccio lungo i suoi cornicioni che, visti ad occhio nudo, sembrerebbero essere territorio riservato solo ai camosci. Il Giro delle Banche (sentiero non attrezzato e segnalato da ometti di pietra) è riconosciuto da molti locali, compreso Giacomo “Meto” Gaio, come il più bel giro escursionistico nella zona di Primiero.

Questo affascinante percorso, rivolto ad escursionisti esperti in grado di arrampicare fino al secondo grado di difficoltà, parte dalla località El Belo – Buse, in Val Nagaóni, alla fine della strada della Val Noana, 2 km oltre il Rifugio Fonteghi (1.100 m slm). Il primo tratto dell’itinerario procede in leggera salita lungo la Strada Forestale Nèva (Sentiero No. 727) verso Malga Nèva. Dopo poco più di 3 km nel bosco, la strada giunge nei pascoli di Malga Nèva Prima, dove a nord il panorama si apre sul Monte Nèva (2.229 m slm) e sull’imponente Sass de Mura (2.547 m slm). Procedendo lungo la strada forestale, il tracciato giunge a Malga Nèva Seconda e da qui imbocca la mulattiera verso nord che entra nel bosco e porta fino al bivio con il Sentiero No. 748, presso l’Acquedotto Nèva (1.845 m slm). Dal bivio, si percorre per pochi metri il Sentiero No. 748 verso Col di S. Piero / Rifugio Fonteghi e si prende poi la traccia che sale a destra, verso nord, in direzione Cadìn di Nèva. Una volta oltrepassata la Sorgente Nèva, si sale sul suggestivo Cadìn di Nèva: una conca pianeggiante ai piedi delle Torri di Nèva e del Sass de Mura che lascia ai suoi visitatori una sensazione di pace incredibile. Dalla conca si sale ulteriormente fino a raggiungere la Forcella Nèva (2.148 m slm), dalla quale si apre un panorama mozzafiato sulla Val Giasinòzza, sulle Pale Alte e sulle Pale di San Martino

Dalla Forcella Nèva l’itinerario procede in salita verso il Sass de Mura fino a giungere ad una fessura nella roccia alta poco più di 5 metri dove la traccia sembra fermarsi; allungando lo sguardo oltre la fessura, però, si scorgono gli ometti che segnano l’inizio del percorso del Giro delle Banche

Il Giro delle Banche, proposto in senso orario perché ritenuto più facile rispetto a quello antiorario, sale inizialmente sul versante ovest del Sass de Mura, poco ripido e privo di punti esposti, fino a giungere alla sella da cui inizia il tratto sui cornicioni (i.e. banche). Il primo passaggio lungo la parete nord del Sass de Mura, che conduce nei pressi della Forcella Cimonega, è caratterizzato da un tratto su una traccia pianeggiante lungo le cenge del monte, affacciato sulle Pale di San Martino e sul Piz de Sagrón, esposto ma non complicato dal punto di vista tecnico. Terminata questa parte del percorso, il giro prosegue sul lato est del monte, da cui si apre il panorama sulle Vette Feltrine, i Piani Eterni, la Val Belluna e la pianura Veneta. Questo secondo tratto, più tecnico, procede in salita verso il Bus del Gat, una conformazione rocciosa con due ampie finestre ben visibili. Dalla spalla del monte, dove è situato il Bus del Gat, la traccia procede su un sentiero (che solo apparentemente sembra non percorribile) inizialmente in discesa e poi in salita, sulla cengia del versante meridionale del Sass de Mura. Dopo questo tratto, meno tecnico rispetto al tratto sul versante ovest, si giunge nuovamente sulla più pianeggiante parete ovest del Sass de Mura e da qui si rientra sul Cadìn di Nèva percorrendo a ritroso il percorso che transita per la Forcella Nèva.

Il rientro, che presenta una leggera variante rispetto al tratto iniziale, passa per il Rifugio Boz: si transita inizialmente dall’Acquedotto Nèva, su un sentiero alto che costeggia i margini dei pascoli di Néva e giunge al Passo di Mura (1.867 m slm), per poi scendere fino al Rifugio Boz lungo il Sentiero No. 801 (Alta Via delle Dolomiti No. 2). Dal Rifugio Boz (1.718 m slm), si procede in discesa lungo il Sentiero No. 727, che segue la Val Fonda del Rio Nèva, prendendo poi la variante offerta dal Sentiero No. 727A verso Buse / Rifugio Fonteghi, che porta direttamente al punto di partenza. 

 

Sentieri

 

  • In Val Noana, dalla località El BèloBuse (1.157 m slm), procedere lungo il Sentiero No. 727 (Strada Forestale Nèva) fino a Malga Nèva Seconda,
  • Da Malga Nèva Seconda (1.741 m slm), procedere lungo la mulattiera verso nord fino al bivio con il Sentiero No. 748, presso l’Acquedotto Nèva, poi seguire le indicazioni per il Cadìn di Nèva,
  • Dal Cadìn di Nèva, salire prima alla Forcella Nèva (2.148 m slm), poi verso il Sass de Mura,
  • Sui pendii del Sass de Mura, seguire gli ometti, in senso orario, che segnano il sentiero del “Giro delle Banche”,
  • Rientrare all’Acquedotto Neva, poi procedere sulla traccia verso nord est in direzione Passo di Mura,
  • Dal Passo di Mura (1.867 m slm), scendere fino al Rifugio Boz lungo il Sentiero No. 801 (Alta Via delle Dolomiti No. 2),
  • Dal Rifugio Boz (1.718 m slm), procedere in discesa lungo il Sentiero No. 727, poi Sentiero No. 727A verso Buse / Rifugio Fonteghi. ✓

 

NÈVA

 

  • A seconda della versione, il nome Nèva – “la montagna di Eva” – deriva dal dialetto feltrino e(g)ua (tr. acqua, zona ricca d’acqua). Da giugno a settembre, era tradizione andare a montegàr in Eva, col tempo diventato inEva, in Nèva. Da qui la zona intera è chiamata Nèva, col Cadìn di Nèva a indicare il più alto bacino di origine glaciale, da cui sorge il Rio Nèva, sovrastato dal Monte Nèva e dalle omonime Torri.
  • Dalla cartografia storica, la “Montagna di Eva” era divisa e assegnata dal Vescovo di Feltre in due feudi distinti: il mons de Eva maiori, verso il feltrino e il mons de Eva minori, dal lato di Primiero del Rio Nèva. Il territorio rimase utilizzato soltanto dalle famiglie del feltrino fino al XVIII secolo, anche se, dalla fine del XIV, secolo i due territori diventarono parte, rispettivamente, della terraferma della Repubblica di Venezia e del Tirolo Austriaco. Fino all’inizio del XX secolo, il confine attraversava proprio il bacino di Nèva. Ancora oggi si possono vedere alcuni dei cippi di confine tra Tirolo e Veneto, risalenti al XIX secolo. Il territorio subì un’ulteriore divisione con l’acquisto da parte del regolano di Transacqua di una parte della Eva minor, che diede il nome di Nèva Prima e che condusse alla formazione della Nèva di mezzo, oggi Nèva Seconda, e della Eva maggiore o Casera di Nevétta, sul lato feltrino. 
  • Nel territorio feltrino, nel periodo della II Guerra Mondiale, la Casera Nèva venne ristrutturata ad uso di malga. Acquistata in seguito dal Comune di Mezzano, nel 1970 diventò Rifugio Boz, in affitto a titolo gratuito al CAI Feltre, dedicato alla memoria di Bruno Boz, alpinista e socio del CAI di Feltre, morto per una caduta nei pressi del Passo Alvis nel corso di una battuta di caccia.

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