Cima Vezzana

Colverde – Ferrata Bolver-Lugli – Vezzana – Rifugio Pedrotti

Dettagli

Località San Martino di Castrozza
Caratteristiche Dolomiti
Condizioni del percorso Visibile, seguire ometti e bolli
Grado di esposizione 5/5
Terreno (Bosco) -
Terreno (Prato) -
Terreno (Roccia) 100%
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 8 km
Durata 5h
Dislivello positivo 1,575
Dislivello negativo 956
Altitudine massima 3,192m
Altitudine minima 1,965m
Parcheggio Macchina 46.264139, 11.805028

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Descrizione

Questa escursione tocca due dei luoghi più iconici delle Pale di San Martino, la Ferrata Bolver-Lugli (conosciuta anche come Ferrata del Cimóne) e la Cima Vezzana che con i suoi 3,192m s.l.m risulta essere la cima più alta dell’intero gruppo. La cima Vezzana che si può raggiungere anche tramite altri due accessi, la Val dei Cantoni e la Val de Strutt passando per il Bivacco Brunner, durante i fine settimana della stagione estiva potrebbe essere abbastanza affollata. Al contrario l’accesso proposto in questa escursione che sale tramite la via ferrata  normalmente non lo è in quanto richiede un livello medio alto di esperienza. Non consideriamo la Ferrata Bolver-Lugli tecnicamente difficile ma sicuramente lunga (2h) e stancante, riteniamo non essere adatta a chi è alle prime armi con imbrago e moschettoni. La ferrata si sviluppa sul lato sud-occidentale del Cimòn della Pala (o più semplicemente Cimòne), noto anche come il Cervino delle Dolomiti, poiché la sua forma, se lo si guarda da Passo Rolle ricorda la vetta più famosa delle Alpi occidentali.

Durante la prima metà dell’escursione lo scenario è semplicemente incredibile, con un panorama a 360 gradi che si affaccia sulla Val di Primiero sul versante meridionale e – da ovest a est – sui gruppi dolomitici del Passo Rolle, della Val di Fiemme, della Val di Fassa, del Latemar, del Catinaccio Marmolada, del Civetta e delle Vette Feltrine. La cima della Vezzana è un bel balcone che si affaccia con un salto di 1.000 m sul Passo Rolle e sulla Val Venegia, dove oggi resta il ghiacciaio del Travignòlo. La via del ritorno al Rifugio Pedrotti invece è piuttosto noiosa se paragonata alla prima parte dell’escursione e sicuramente non offre la stessa visuale.

 

Sentieri

 

  • Da San Martino di Castrozza, prendere la cabinovia per il Rifugio Colverde
  • Dal Rifugio Colverde, seguire le indicazioni per il sentiero No. 706 verso la Ferrata Bolver-Lugli e il Bivacco Fiamme Gialle
  • La Ferrata Bolvér-Lùgli starts at 2,270m s.l.m. e termina nei pressi del Bivacco Fiamme Gialle
  • Dal Bivacco Fiamme Gialle, seguire il sentiero in direzione Nord verso il Passo del Travignolo, in questo tratto perderete un po’ di quota
  • Dal Passo del Travignolo, seguire il sentiero No. 716 verso la Cima Vezzana
  • Dalla Cima Vezzata, scendere verso il passo del Passo del Travignolo percorrendo il sentiero appena fatto in salita
  • Dal Passo del Travignolo, seguire le indicazioni per il sentiero No. 716 che vi condurrà al Rifugio Pedrotti, attraverso il Passo Bettega ✓

 

Varianti

 

  • Per scalatori, terminata la Ferrata Bolver-Lugli, lungo la Spalla del Cimóne, è abbastanza semplice scalare fino alla cima del Cimone.
  • All’interno di questa escursione, raggiungere la Cima Vezzána può essere considerato un extra. Tipicamente una volta conclusa la  Ferrata Bolver-Lugli, gli escursionisti scendono direttamente al Rifugio Pedrotti una volta giunti al passo del Travignolo.
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