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Top of Cimerlo

Fosne – Cimèrlo – Rif. Velo della Madonna – Ferrata del Velo – Nico Gusella – Rif. Pradidali

Dettagli

Località Pale di San Martino
Caratteristiche Dolomiti, Val Canali
Condizioni del percorso Ben segnalato, le tre ferrate sono in ottime condizioni
Grado di esposizione 4/5
Terreno (Bosco) 30%
Terreno (Prato) -
Terreno (Roccia) 70%
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 15.6 km
Durata 10h
Dislivello positivo 1,750
Dislivello negativo 1,750
Altitudine massima 2,705m
Altitudine minima 1,300m
Parcheggio Macchina 46.207639, 11.857639

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Descrizione

Questo itinerario molto  impegantivo sia dal punto di vista del chilometraggio che del dislivello da affrontare è consigliato solo ad escursionisti esperti. Può essere completato in uno o due giorni in base al vostro livello di allenamento.

L’escursione si sviluppa  lungo la parte più meridionale del gruppo delle Pale di San Martino, include 2 cime dolomitiche – Cima Cimerlo (2,505m s.l.m.) e Cima Stanga (2,250m s.l.m.) – , tocca due rifugi – Rifugio Velo della Madonna e Rifugio Pradidali – e include tre ferrate – Dino Buzzati, Velo Nico Gusella -.

La cima del Cimerlo offre una splendida vista sull’intera Valle del Primiero, vale la pena quindi, una volta terminata la ferrata Dino Buzzati, non scendere subito in direzione della Stanga ma seguire gli ometti verso sud che in 5 minuti lungo la cresta vi condurranno sulla cima. Il punto più alto dell’itinerario è invece la Forcella Stephen (2,705m s.l.m.) tra Cima di Roda e Cima di Ball, senza dubbio il punto più scenografico dell’intera escursione. Per chi avesse deciso di dividere il giro in due giornate è possibile dalla Forcella Stephen raggiungere in una quindicina di minuti la Cima di Roda, l’ulteriore sforzo sarà ripagato con una splendida visuale a 360 gradi sulle Pale di San Martino. Come precedentemente menzionato, questo è un itinerario impegnativo che vi offrirà una completa varietà di terreni permettendovi di sperimentare un’atmosfera di alta montagna in un ambiente moderatamente sicuro.

 

Sentieri

 

  • Dai Prati Fosne seguire le indicazioni per il Sentiero No. 747 fino al Rifugio Velo della Madonna,
  • Dal Rifugio Velo della Madonna imboccare il Sentiero No.739 e poi il Sentiero No.714 per raggiungere la Forcella Stephen,
  • Conclusa la  Ferrata Nico Gusella seguire le indicazioni per il Rifugio Pradidali,
  • Dal Rifugio Pradidali proseguire sul Sentiero No.709 che scende fino alla Portela e da lì girare a sinistra sul Sentiero No. 719 che conduce al punto di partenza in località Fosne.

 

RIFUGIO VELO DELLA MADONNA

 

  • Il Rifugio Velo della Madonna (conosciuto anche come Rifugio del Velo) è stato inaugurato nel settembre 1980, presso un crocevia, proprio ai piedi della Cima della Madonna (2752 m s.l.m.),  da dove partono numerosi percorsi alpinistici che includono lo Spigolo del Velo, le Vie Normali, oltre che numerosi sentieri attrezzati e Vie Ferrate.
  • Il nome del rifugio deriva dalla via classica dello Spigolo del Velo.
  • La famosa via dello Spigolo del Velo (conosciuta anche come “die Schleierkante” in tedesco), è ritenuta da molti alpinisti come la più bella delle alpi orientali. La via fu aperta il 19 luglio 1920 dagli alpinisti austriaci Gunther Langes e Erwin Merlet, mentre la prima invernale fu portata a termine con un’impresa epica il 21 gennaio 1953 dai primierotti Lallo Gadenz e Giacomo “Meto” Scalet.
  • Giacomo “Meto” Scalet, guida alpina, Aquila di San Martino, campione italiano e olimpionico nello sci di fondo nel 1936, vanta il record di ascese allo Spigolo del Velo: 87 ufficiali, 100 secondo il “Meto”.

 

RIFUGIO PRADIDALI

 

  • Il nome del rifugio deriva verosimilmente da “prati gialli”, dovuto alla ricca fioritura del papavero alpino a valle, che colorava i ghiaioni della Val Pradidali di giallo.
  • Il Rifugio Pradidali è uno storico rifugio Dolomitico costruito nel 1896 dal DÖAV di Dresda. E’ base di partenza di un gran numero di bellissime ascensioni su roccia di ogni tipo e difficoltà, tra le quali ricordiamo le celebre Fessura Buhl-Erwing, frequentata da alpinisti di ogni parte del mondo, senza dimenticare molte altre ascensioni di stampo classico dalle firme prestigiose di Langes, Detassis, Castiglioni, Wiessner, Solleder, fino alle grandi vie contemporanee del freeclimber più famoso, Maurizio “Manolo” Zanolla (detto “il mago”), che qui stabilì il suo campo base nei primi anni della sua brillante carriera alpinistica.
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