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Vani Alti

Malga Canali – Rifugio Treviso – Vani Alti – Bivacco Reali – Ferrata Fiamme Gialle

Dettagli

Località Pale di San Martino
Caratteristiche Dolomiti,Val Canali,Valle del Mis
Condizioni del percorso Non perfettamente segnalato, la Ferrata Fiamme Gialle è in ottime condizioni
Grado di esposizione 4/5
Terreno (Bosco) 40%
Terreno (Prato) -
Terreno (Roccia) 60%
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 11km
Durata 5h 30
Dislivello positivo 1 678 m
Dislivello negativo 1 678 m
Altitudine massima 2 671 m
Altitudine minima 1 320 m
Parcheggio Macchina 46.224278, 11.891306

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Descrizione

Lo spettacolare sentiero dei Vani Alti ricade tra quegli itinerari che furono aperti tra gli anni ‘20 e ‘30 grazie all’intuizione del presidente del CAI di Treviso Giulio “el dotór” Vianello, amante del Rifugio Treviso “Canali”, riaperto nel 1924 successivamente alla Grande Guerra.

Tradizionalmente questo anello è proposto in senso antiorario, opposto a quello qui descritto, in modo da poter percorrere la Ferrata Fiamme Gialle in salita. Tuttavia, il passaggio dei Vani Alti è una scalata che dal punto di vista escursionistico è da considerarsi tecnica ed esposta (se avete una corda e non vi sentite sicuri sono presenti alcuni anelli con cui proteggersi), per questo noi proponiamo di affrontarla in salita, consigliando il giro in senso antiorario.

Questa escursione si sviluppa in una delle parti meno conosciute delle Pale di San Martino, sul Sottogruppo della Croda Granda, a nord est rispetto al Rifugio Treviso. Data la posizione dei Vani Alti, la visuale sulle Pale e su tutti i gruppi circostanti compensa lo sforzo tecnico che questo trekking relativamente breve richiede. 

Si parte nei pressi di Malga Canali (1.300 m slm), procedendo sulla via di accesso più classica al Rifugio Treviso, lungo il comodo Sentiero No. 707; inizialmente strada forestale per poi approcciare un ultimo tratto in salita su sentiero nel bosco prima di giungere al rifugio. Dal Rifugio Treviso (1.630 m slm), l’itinerario procede sempre lungo il Sentiero No. 707 in direzione Passo Canali per un ulteriore chilometro, fino ad un bivio (poco visibile) dove parte una traccia con scritto “Vani Alti”. 

La parte iniziale della traccia, che affronta una ripida salita ghiaiosa, è relativamente semplice, anche se è opportuno fare attenzione al fondo sdrucciolevole. La traccia porta direttamente alla base della parete, dove si comincia una facile scalata che dura circa mezz’ora lungo quella che era una vecchia Via Ferrata, successivamente rimossa perché ritenuta troppo pericolosa (probabilmente non tanto per la difficoltà, ma è un dato di fatto che spesso la presenza di una via ferrata inciti escursionisti non esperti a percorrerla). Durante tutta l’ascesa sulla parete sono presenti i chiodi della vecchia Via Ferrata, che possono essere utilizzati dagli escursionisti come ulteriore sicurezza.

Finita l’ascesa, dopo una pausa per godersi il panorama con in primo piano la Cima Sant’Anna (2.374 m slm), la Croda Granda (2.839 m slm) e il Sass d’Ortiga (2.391 m slm), il sentiero prosegue sul lato orientale delle Cime Vani Alti (2.633 m slm) e, dopo aver scavalcato una sella, scende verso il Bivacco Renato Reali, situato in un angolo sperduto ed appartato delle Pale di San Martino, sopra la Forcella del Marmor.

Dal Bivacco Renato Reali (2.595 m slm), per rientrare verso Malga Canali si deve affrontare in discesa la Ferrata Fiamme Gialle – una delle più belle ferrate del Gruppo delle Pale -, non particolarmente difficile ma piuttosto verticale, che si presenta in ottime condizioni. Terminata la ferrata, sarà sufficiente scendere lungo la traccia ghiaiosa che porta nuovamente sul Sentiero No. 707, per poi riprendere la discesa verso il Rifugio Treviso, percorrendo a ritroso il sentiero percorso nella parte iniziale dell’itinerario. 

Nel suo complesso questo giro non è particolarmente frequentato, e resta suggerito solo ed esclusivamente ad escursionisti esperti, muniti dell’attrezzatura necessaria.

 

Sentieri

 

  • Da Malga Canali (1.300 m slm), seguire il Sentiero No. 707 verso il Rifugio Treviso,
  • Dal Rifugio Treviso (1.630 m slm), proseguire lungo il Sentiero No. 707 verso Passo Canali,
  • Dopo circa 1 km dal Rifugio Treviso, prendere la traccia sulla propria destra in direzione orientale verso i Vani Alti,
  • Proseguire facendo attenzione ai segnali rossi che indicano il sentiero sulla parete,
  • Dal pianoro dei Vani Alti, proseguire verso nord in direzione Bivacco Reali,
  • Dal Bivacco Reali (2.595 m slm), prendere il sentiero in direzione Ferrata Fiamme Gialle / Rifugio Treviso, scendendo lungo la Via Ferrata,
  • Rientrare a Malga Canali, passando presso il Rifugio Treviso. ✓

 

Varianti

 

  • Dal Bivacco Reali è possibile raggiungere in modo piuttosto semplice la cima della Croda Grande (2,489 m a.s.l.). Il tempo che vi servirà per andare tornare e godervi il panorama dalla cima è di poco superiore all’ora. La fatica supplementare sarà ampiamente ripagata. Vivamente consigliato.

 

RIFUGIO TREVISO

 

  • Situato in una pittoresca cornice di grandi larici ed abeti sul versante orientale della Val Canali, il Rifugio Treviso (in origine Canalihütte o Rifugio Canali) venne inaugurato il 26 agosto 1897, con una cerimonia organizzata dalla sezione di Dresda del DOe- AV, che lì aveva scelto di erigere una capanna alpina. 
  • L’inaugurazione del rifugio del 1897, con l’iconica prima ascesa da parte di A.G.S. Raynor e J.S. Phillimore della Torre Dresda sulla Pala della Madonna, segnò l’inizio del turismo alpinistico di massa nella Val Canali; le sue cime furono esplorate da alpinisti quali Oscar Schuster e la famiglia Meurer, Beatrice Tomasson, la coppia Phillimore-Raynor, Fabbro, Della Fior e Bussi.
  • Al termine della Grande Guerra, a seguito del Trattato di Saint-Germain, la Canalihütte fu affidata alla sezione del CAI di Treviso, che nel 1924 la riaprì con l’attuale nome. Al sodalizio trevigiano, e soprattutto al suo presidente Giulio Vianello, bisogna ricondurre non solo il ripristino del rifugio, ma pure la sua ulteriore valorizzazione a fini alpinistici, grazie all’apertura, tra gli anni ‘20 e ’30, di una geniale rete di sentieri, tra cui svettano gli stupendi Vani Alti e Sédole. Ancora oggi il sentiero “del dotór” ricorda la figura del medico Giulio Vianello.
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