Ceremana

Malga Ces – Passo Colbricón – Forcella Ceremana – Bivacco Aldo Moro – Punta Ces

Dettagli

Località San Martino di Castrozza
Caratteristiche Lagorai, Colbricón
Condizioni del percorso Su sentieri camminabili ben segnalati, a tratti tecnici
Grado di esposizione 1/5
Terreno (Bosco) 40%
Terreno (Prato) 15%
Terreno (Roccia) 45%
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 13 km
Durata 6h
Dislivello positivo 1 100 m
Dislivello negativo 1 100 m
Altitudine massima 2 565 m
Altitudine minima 1 670 m
Parcheggio Macchina 46.270667, 11.773930
Google-Maps-256

    

Descrizione

Questo itinerario, che parte da Malga Ces, compie il giro della Cima Colbricón e presenta una possibile deviazione che porta a raggiungere il Bivacco Aldo Moro lungo il percorso della Translagorai.

Si parte da Malga Ces (1.670 m slm), a San Martino di Castrozza, in un primo tratto che sale lungo il Sentiero No. 348 in direzione dei Laghi di Colbricón. Dopo un tratto iniziale che risale la pista da sci, il sentiero svolta a destra e comincia a risalire immerso nel bosco. Al termine della risalita, si raggiungono i famosi Laghi di Colbricón, due laghetti di origine glaciale situati tra le cime Colbricón e Cavallazza poco sopra i 1.900 metri di altitudine. 

Dai laghi, la traccia prosegue sulla sinistra lungo il Sentiero No. 349, costeggia le sponde sud occidentali del lago più alto (1.922 m slm) per poi lasciare i laghi alle spalle e raggiungere alcuni resti di costruzioni, in un sito di importanza storica sia per gli eventi relativi alla Grande Guerra che per i ritrovamenti di resti di un insediamento di cacciatori di epoca mesolitica. Dopo un breve tratto in discesa, il Sentiero No. 349 conduce ai 1.908 m slm del Passo del Colbricón (da cui sarebbe possibile rientrare a Malga Ces, attraversando il Pian delle Cartucce, per completare un anello più breve); riprende poi a salire verso la Forcella Colbricón e la Cima Colbricón lungo il percorso classico della Translagorai. Durante la risalita della vallata che porta alla forcella,  posta tra Cima Colbricón (sulla sinistra, a sud) e il Colbricón Piccolo (sulla destra, a nord ovest), il paesaggio si apre. Giunti a Forcella Colbricón (2.420 m slm), da cui si apre una visuale di tutto rispetto sulle Pale di San Martino, sulla Val di Fiemme e su una parte della Catena del Lagorai, il sentiero affronta un brevissimo tratto in discesa, per poi seguire il pendio in un saliscendi che conduce direttamente alla vicina Forcella Ceremana (2.428 m slm). Il sentiero tra Forcella Colbricón e Forcella Ceremana ha un paio di varianti a quote differenti: anche se è necessario qualche piccolo salto tra le rocce, il terreno è ricco di tracce e qualsiasi di essa può essere tranquillamente percorsa. 

Dalla Forcella Ceremana il tracciato offre un’interessante variante che permette di raggiungere il Bivacco Aldo Moro: proseguendo per circa 2,5 km sempre lungo il Sentiero No. 349 “Achille Gadler” è possibile, infatti, giungere al bivacco. La via per il Bivacco Aldo Moro (2.565 m), tra rocce e massi situati sulle pareti settentrionali di Cima Ceremana e delle Cime di Bragaröl (che costituivano una parte della linea Austro-Ungarica durante la Prima Guerra Mondiale), permette di immergersi nel tipico paesaggio lunare che solo il Lagorai può regalare. Il bivacco è posto su una selletta delle Cime di Bragaröl; da essa si possono osservare a sud le Buse di Malacarne, l’Alpe Tognola e, più in lontananza, il massiccio Folga-Arzon. Dal bivacco, il rientro alla Forcella Ceremana percorre lo stesso tratto a ritroso. Concludendo questa deviazione, vale la pena segnalare la presenza di una bella scaletta metallica che sale una parete rocciosa, sul sentiero che poi prosegue verso la conca di Forcella Colbricón leggermente ad est rispetto al Sentiero No. 349.

Il rientro dalla Forcella Ceremana segue il Sentiero No. 337, che scende in un primo tratto molto ripido per poi passare sotto le rocce di Cima Colbricón e proseguire verso Punta Ces. Da Punta Ces (2.235 m slm) si può gustare l’ultimo panorama a 360 gradi offerto dell’itinerario, con un’ottima visuale su San Martino di Castrozza e sulle Pale di San Martino, per poi riprendere la discesa verso Malga Ces, seguendo la traccia del percorso “Vertical Ces”, che porta direttamente alla malga.

 

Sentieri

 

  • Da Malga Ces (1.670 m slm), seguire il Sentiero No. 348 in direzione dei Laghi di Colbricón,
  • Dai Laghi di Colbricón (1.922 m slm), seguire il Sentiero No. 349 fino al Passo del Colbricón,
  • Dal Passo del Colbricón (1.908 m slm), proseguire in salita verso salire verso Forcella Colbricón / Cima Colbricón,
  • Da Forcella Colbricón (2.420 m slm), proseguire lungo il Sentiero No. 349 fino alla Forcella Ceremana,
  • [DEVIAZIONE] Dalla Forcella Ceremana (2.428 m slm), proseguire per circa 2,5 km lungo il Sentiero No. 349 “Achille Gadler” fino a giungere al Bivacco Aldo Moro (2.565 m), per poi rientrare alla Forcella Ceremana,
  • Dalla Forcella Ceremana (2.428 m slm), seguire il Sentiero No. 337 verso Punta Ces,
  • Da Punta Ces (2.235 m slm), scendere a Malga Ces lungo la traccia del sentiero “Vertical Ces”. ✓

 

LAGHETTI DI COLBRICÓN

 

  • I Laghetti di Colbricón (conosciuti anche come Laghi  di Colbricón) sono due laghi alpini posti a quota 1.909 e 1.922 mt. di altitudine.
  • Il 18 giugno 1971, Gian Luigi Secco di San Martino di Castrozza, durante una giornata di pesca al lago, raccolse una pietra anomala presso la sorgente del lago più grande. La pietra, una selce apparentemente lavorata da mani umane, fu esaminata con lo zio Luigi. Inizialmente i due pensarono fosse un ritrovamento casuale, ma successivamente, per associazione, fecero un altro sopralluogo. 57 selci lavorate vennero trovate attorno al lago di Colbricón. Le pietre lavorate risalgono al 6.500 a.C., quando cacciatori mesolitici allestivano bivacchi estivi posti in uno dei più interessanti valichi d’alta quota della parte orientale della catena del Lagorai, sul Passo di Colbricón.

 

LA GRANDE GUERRA SUL COLBRICÓN

 

  • La cresta del Lagorai che va dal Colbricón al Passo Rolle è stata teatro di scontri durante la Prima Guerra Mondiale.
  • Prima dell’entrata, nel 1915, dell’Italia nella Grande Guerra, il monte della Cavallazza era un avamposto militare dell’Impero Austro-Ungarico. L’avamposto, costituito da un articolato sistema di trincee e gallerie, era strategicamente posizionato a guardia dell’accesso al Passo Rolle e a difesa della Val Travignòlo.
  • Nell’autunno del 1915, dopo la conquista del Castelàz da parte delle truppe italiane, i soldati austro-ungarici furono costretti ad abbandonare il Passo Rolle, divenuto punto debole della nuova linea del fronte. Il 21 luglio 1916, le truppe italiane conquistarono la cima della Cavallazza e l’intera linea del fronte che percorreva la cresta dal Colbricón fino al Passo Rolle. A causa dei sopraggiunti rinforzi da parte degli austro-ungarici, l’offensiva italiana subì un arresto, congelando la linea del fronte proprio sulla cresta del monte Colbricón.

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