Croce Padella

Ormanico – Val Unéda – Croce del Padèla – Val Ombrìa – Càneva

Dettagli

Località Transacqua
Caratteristiche Architetture, Bosco, Croce del Padèla
Condizioni del percorso Segnalato, su sentieri e strade, tracce più impegnative in prossimità della cima
Grado di esposizione 2/5
Terreno (Bosco) 85%
Terreno (Prato) 5%
Terreno (Roccia) -
Terreno (Urbano) 10%
Lunghezza 11.6 km
Durata 4h 45
Dislivello positivo 1 150 m
Dislivello negativo 1 150 m
Altitudine massima 1 867 m
Altitudine minima 750 m
Parcheggio Macchina 46.173937, 11.836667
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Descrizione

Nonostante sia consuetudine raggiungere la Croce del Padèla partendo dalle più alte località di Caltena e Valtegnarich, la via di accesso tradizionale ed assai più impegnativa è la “direttissima”, che parte dall’abitato di Transacqua. La Croce del Padèla – o Croce Padella, a seconda della toponomastica – è posta nel gruppo delle Pale Alte, sullo spallone più occidentale del Cimon di Fradusta (1.861 m slm), in prossimità della sella che separa la cima da quella del Sasso Padella (1.748 m slm). L’imponente ed illuminata croce di ferro è visibile dal fondovalle, guardando verso est, sulla cima di un rilievo boscoso e apparentemente non proprio grazioso.   

L’itinerario parte dal pittoresco e spesso sottovalutato centro della località di Ormanìco (o Rómanich), cuore storico rurale di Transacqua, dove comincia la risalita verso sud est lungo il bel ciottolato di Via Verda (Sentiero No. 723), che attraversa una serie di campi e prati prima di immettersi, a Segnaréz, sulla strada asfaltata che da Transacqua porta a Val Unéda. La strada dal fondo asfaltato grezzo procede ripida nel bosco, passando prima accanto al capitello denominato Capitel de Pissabói (975 m slm) e poi per la località Val Unéda. Da Val Unéda, il tracciato procede lungo la Strada Forestale Pretecasa, sempre lungo il Sentiero No. 723 in direzione Ritasa; al terzo tornante della strada forestale si giunge ad un bivio, dove il percorso abbandona la strada principale per procedere lungo il Sentiero No. 11 in direzione Croce del Padèla. Dopo un breve e ripidissimo strappo, il percorso si allarga, trasformandosi in una strada carrabile che, con un tratto in leggera discesa, porta ad un successivo bivio con un sentiero sulla sinistra (Sentiero No. 743), che si prende in direzione Croce del Padèla / Scòfa. Giunti in località Scòfa (1.350 m slm), si procede lungo il Sentiero No. 744A sempre seguendo le indicazioni per la Croce del Padèla. La salita procede ripida su un tratto faticoso ma non esposto che conduce all’ampia sella sul versante nord ovest del Cimon di Fradusta, dalla quale la visuale, fino a poco prima coperta dalla vegetazione, comincia ad aprirsi verso la Val Canali e la Valle del Mis

Dalla sella comincia il tratto più faticoso ed impegnativo dell’itinerario, a tratti leggermente esposto, che transita per Prà del Caorìn (1.625 m), dove procede lungo il Sentiero No. 744 e risale verso la croce lungo l’erboso canalone settentrionale del Cimon di Fradusta. Percorsa l’ultima parte del canalone, dove il terreno diventa ghiaioso, si superano gli ultimi metri attrezzati su facili roccette fino a giungere alla piccola forcella (1.855 m slm) dalla quale basterà fare pochi metri per giungere alla Croce del Padèla (1.867 m slm). La visuale che si gode dalla croce è da mozzafiato e ricompensa sicuramente la dura ed a tratti quasi noiosa salita: la Val Giasinòzza si scorge a sud, assieme alle località di Caltena, Valpiana e Fónteghi con sullo sfondo l’intera catena delle Vette Feltrine; spostando lo sguardo ad ovest, appare il basso Primiero, con i monti Vedèrna e Totóga, poi Bedolé e tutto l’alto Primiero, con lo sguardo che si estende fino al Passo Rolle, Lagorai e sulle Pale di San Martino; bellissimo anche lo scorcio, a nord, sulla Val Canali e le sue cime, oltre che sulla Valle del Mis

Il rientro procede sempre lungo il Sentiero No. 744, in direzione Rifugio Caltena. La traccia scende ripida verso sud, in un percorso molto simile, sia per difficoltà tecnica che per il terreno, a quello affrontato durante la salita. Giunti alla sella che separa il Sasso Padella da Col Guión, dove il Sentiero No. 744 procede fino a giungere al Rifugio Caltena, il tracciato prende il poco visibile sentiero che scende ripido nel bosco della Val Ombría, in direzione Transacqua / Le Vale. La traccia scende lungo un silenzioso canalone di betulle e faggi, mai pericoloso, con fondo soffice e con presenza di interessanti massi erratici, fino a giungere all’incrocio con il Sentiero No. 743 nella località di Giazzai (1.220 m slm), dove la discesa procede fino a confluire in una strada forestale, seguendo le indicazioni per Transacqua. La discesa si fa meno ripida ed in breve si giunge sulla strada asfaltata – che da Transacqua sale al Rifugio Caltena – che si segue in discesa attraverso i bei prati di Lach Sant, Noali e Lach, fino a giungere, nella località di Nogarili, all’incrocio con il Trói de le Càore, distinguibile per il capitello dedicato a Santa Barabara. Il tracciato segue il sentiero del Trói de le Càore su un piacevole tratto pianeggiante nel bosco che porta a Villa Càneva. Dall’antica Villa Càneva si scende lungo strada di accesso all’edificio fino a Via Bellavista, e da qui si raggiunge la chiesa di Transacqua, dedicata a San Marco. Dalla chiesa, è sufficiente tenersi sulla destra, verso nord, e percorrere il limite del cimitero fino a giungere direttamente nel centro di Ormanico.

 

Sentieri

 

  • Dal centro di Ormanìco / Rómanich (745 m slm), procedere in salita verso sud est lungo il Sentiero No. 723 in direzione Val Unéda / Ritasa fino a Val Unéda, passando per il Capitel de Pissabói (975 m slm),
  • Da Val Unéda, procedere lungo la “Strada Forestale Pretecasa” (Sentiero No. 723) verso Ritasa, successivamente – al terzo tornante – abbandonare la strada per seguire il Sentiero No. 11 in direzione Croce del Padèla,
  • All’incrocio, svoltare a sinistra sul Sentiero No. 743 verso Croce del Padèla / Scòfa; giunti a Scòfa (1.350 m slm), seguire il Sentiero No. 744A fino a Prà del Caorìn (1.625 m), poi il Sentiero No. 744 fino alla Croce del Padèla,
  • Dalla Croce del Padèla (1.867 m slm), discendere lungo il Sentiero No. 744 in direzione Rifugio Caltena, poi seguire la traccia di sentiero della Val Ombrìa, verso Transacqua, transitando presso la località di Giazzai (1.220 m slm), dove la discesa confluisce in una strada forestale che porta alla strada principale di accesso a Le Vale / Rifugio Caltena,
  • Scendere lungo la strada asfaltata in direzione Transacqua fino all’incrocio con il Trói de le Càore,
  • Seguire il sentiero “Trói de le Càore” fino a Villa Càneva, poi scendere lungo Via Bellavista, giungere alla chiesa di Transacqua e rientrare sulla destra, verso nord, nel centro di Ormanico. ✓

 

LE MINIERE DELLA CÀNEVA

 

  • Al limitare dell’abitato di Transacqua è ancora possibile scorgere l’entrata di quelle che furono le ultime miniere attive della Valle di Primiero.
  • Durante il XV e il XVI secolo, le risorse minerarie della valle – principalmente ferro e argento – erano usate dalle famiglie austriache soprattutto per scopi commerciali.
  • Dopo che nel 1572 fu venduta alla famiglia Welsperg, la miniera di Caneva rimase attiva sotto la giurisdizione del governo austriaco fino al 1866. In seguito una delle sue entrate fu utilizzata da un bar locale (Bar Bellavista) fino alla metà del secolo scorso per conservare le merci fresche.
  • Due sono le entrate che ancora si possono osservare percorrendo il Trói de le Càore, qui la principale, e qui l’entrata secondaria (nel bosco).
  • In ricordo del passato minerario dei pendii del Monte Padella, proprio all’inizio del Trói de le Càore si trova un capitello dedicato a Santa Barbara, patrona protettrice dei minatori.

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