Totoga military outpost

Passo Gòbbera – Monte Totóga

Dettagli

Località Canal San Bovo
Caratteristiche Valle del Vanoi
Condizioni del percorso Ben segnalato, segnaletica appena rinnovata
Grado di esposizione 2/5
Terreno (Bosco) 100%
Terreno (Prato) -
Terreno (Roccia) -
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 13 km
Durata 5h
Dislivello positivo 1,000
Dislivello negativo 1,000
Altitudine massima 1,705m
Altitudine minima 985m
Parcheggio Macchina 46.147750, 11.757139

Start

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Descrizione

All’inizio dell’escursione, al Passo Gobbera (989m s.l.m.) troverete un cartello che vi indicherà in 8 ore il tempo di percorrenza dell’anello. Non spaventatevi la segnaletica è fuorviante, 5 ore saranno più che sufficienti per completare l’intero percorso. L’escursione si sviluppa interamente nel bosco ed è completamente ombreggiata ma una volta avvicinatisi alla cima della Totòga (1,705m s.l.m) un paio di terrazzamenti naturali ai margini del sentiero vi permetteranno di godere di una bellissima visuale sulle valli del Primiero e del Vanoi. Il sentiero che porta alla cima è molto ripido e ben segnalato fino alla casa forestale San Giovanni Gualberto e ai famosi avamposti militari della WWI denominati stòli. Da quel punto il sentiero si perde e rimangono solo bolli segnaletici, la buona notizia è che sarete già in prossimità della cima che rimarrà sempre ben visibile. Risulta quindi impossibile perdersi. La via del ritorno è completamente diversa e gira tutt’attorno al Monte Totoga, dovrete seguire le indicazioni per Còl de la Crós e per il Passo Gobbera. Il sentiero si presenta molto più stretto e in pochi punti anche un po’ esposto per cui bisogna prestare attenzione.


I punti più caratteristici e interessanti del percorso sono gli Stoli, un sistema di gallerie artificiali realizzati dall’esercito italiano durante la Grande Guerra 1914 – 1918. Le gallerie dell’avamposto militare sono costruite su due livelli, con sette sale principali che si affacciano direttamente sulla valle del Vanoi e sul Cauriòl e quattro sale interne più piccole. Per un’esperienza migliore, vi consigliamo vivamente di portare con voi con voi una pila frontale, purtoppo non sono illuminate.

 

 

Sentieri

 

  • Dal Passo Gobbera, a fianco alla chiesa, seguire la segnaletica per il sentiero No. 345 ✓

 

Cenni storici

 

Nonostante la prima Guerra Mondiale fosse iniziata il 18 luglio 1914 quando l’Italia faceva ancora parte della Triplice Alleanza insieme alle Potenze Centrali, il Regno Italiano entrò in guerra il 23 maggio 1915 dichiarando guerra all’Austria-Ungheria. A quel tempo, le valli del Primiero e del Vanoi facevano parte dell’Impero Austro-ungarico, che per ragioni strategiche decise fin dalle prime fasi del conflitto di lasciare le due valli nelle mani dell’esercito italiano, in modo da poter tenere in modo molto più agevole il fronte linea subito dietro Rolle Pass e Cauriòl. Il Totoga fu quindi occupato dagli italiani nella primissima fase della guerra. Data la sua posizione geografica, durante l’estate del 1915 sul Monte Totoga e sul Monte Vedèrna furono costruiti avamposti militari e trincee con un supporto di artiglieria di seconda linea. Quattro cannoni 149 G e quattro cannoni 75 A furono posti sul primo, mentre quattro cannoni da 75 A furono posti sul secondo.

Durante la prima metà del conflitto, poiché il fronte meridionale rimase piuttosto statico, gli avamposti non furono usati. Con l’offensiva delle Forze Centrali della fine dell’ottobre 1917 che sfondò le linee italiane nell’alto Isonzo, e con le truppe del regio esercito costrette a ritirarsi e a ristabilire una linea di difesa lungo le sponde del Piave, le truppe austriache il 7 Novembre occuparono gli abitati di Mezzano e Canal San Bovo. In un primo tempo la fanteria austriaca fu fermata dai pezzi di artiglieria sparati dalla Totòga e dal monte Vedèrna ma dopo 3 giorni di combattimenti, Vanoi Keisershützen riuscirono a prendere la Totòga costringendo gli italiani ad abbandonare gli avamposti e a distruggere i pezzi di artiglieria. Le truppe italiane del IV / 84 battaglione appartenente alla nona brigata di montagna riuscirono comunque a fuggire.

 

Bibliografia

 

  • Zagonel, F. E. (2008). Storia e ricordi della Prima Guerra mondiale in Primiero. Feltre, Italy: Beato Bernardino.
  • Cima, P. (1987). Pale di S. Martino-Valle di Primiero. Passeggiate ed escursioni. Tassotti Editore.
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