Miniere di Rame

Pralongo – Sbarramento di Pralongo – Miniere di Pralongo – Caoria

Dettagli

Località Pralongo, Caoria
Caratteristiche Sbarramento della Grande Guerra, Miniere di Rame, Bosco, Architetture
Condizioni del percorso Approssimativamente segnalato, interamente su tracce nel bosco
Grado di esposizione 3/5
Terreno (Bosco) 90%
Terreno (Prato) -
Terreno (Roccia) -
Terreno (Urbano) 10%
Lunghezza 4.8 km
Durata 2h 30
Dislivello positivo 550 m
Dislivello negativo 550 m
Altitudine massima 1 300 m
Altitudine minima 771 m
Parcheggio Macchina 46.182112, 11.693462

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Descrizione

Sono in tanti che visitano Caoria e passeggiano nel Lagorai partendo dal Rifugio Refavaie, ma sono sicuramente meno coloro che si sono chiesti dove si arrivasse partendo dall’ampio parcheggio situato a due terzi della strada SP 56 che collega l’abitato di Canal San Bovo con quello di Caoria. Questo avventuroso giro ad anello porta a visitare due luoghi storici davvero unici e per nulla frequentati nei pressi di Caoria: lo sbarramento militare italiano di Pralongo risalente alla Grande Guerra e le vicine miniere di rame attive fino al 1943. I due siti di estrema rilevanza storica per il territorio del Primiero, uniti agli impressionanti valloni (un tempo pratosi ed ora immersi nella fitta vegetazione) e ai tratti di sentiero quasi andini creano un connubio unico di elementi storici, paesaggistici ed immaginari davvero sorprendente.

Si parte dall’ampio parcheggio di Pralongo (771 m slm), con la visita allo sbarramento italiano della Grande Guerra, un’opera utilizzata dall’esercito regio durante il primo anno del conflitto. Dopo un breve ma ripido strappo in salita, si giunge ai ben conservati resti di trincee, bunker in cemento e postazioni di artiglieria. La visita allo sbarramento, che si trova a poco più di un centinaio di metri dal parcheggio, è adatta a tutti in quanto richiede soltanto una breve risalita sull’ampia traccia a tornanti che venne utilizzata per portare sul luogo i pezzi di artiglieria.

Dal punto visitabile più alto dello sbarramento, il percorso procede in salita seguendo le indicazioni verso Caoria / Piazzali e funicolare miniere, in un tratto che sale dritto nel bosco, poco segnalato ma abbastanza intuitivo. Dopo meno di 100 metri, il sentiero attraversa un piccolo canalone a sinistra, dopo il quale comincia, ben visible, il tratto dello storico sentiero di servizio che collegava le strutture a valle delle miniere con quelle superiori. Questo tratto, particolarmente affascinante ma fisicamente impegnativo, alterna ripide gradinate in pietra molto suggestive, che si arrampicano a lato del “boàl” (tr. canalone) di Pralongo, a interessanti vedute che si aprono sul letto del Torrente Vanoi, il tutto immerso in un silenzioso ambiente boschivo. Superati due passaggi attrezzati, in meno di un chilometro con 350 metri di dislivello, si giunge sugli impressionanti – data l’ostilità dell’ambiente – terrazzamenti delle strutture superiori, a lato dei quali sono situate le entrate delle vecchie miniere di rame (circa 1.150 m slm). Sul primo terrazzo sono visibili tre sentieri: il primo (in leggera discesa a destra) porta in pochi metri all’entrata del tunnel del “livello Santa Barbara” (lungo 160 m ed utilizzato per raggiungere il filone Parolini), il secondo (davanti a sé ed in salita) consente di proseguire la visita ai livelli superiori, il terzo (pianeggiante a sinistra) permette di rientrare a Caoria. Da questo punto è possibile esplorare la zona continuando la risalita sulle strutture che si inerpicano tra il “boàl de stagn” ed il “boàl Parolini”; bisogna però farlo con estrema attenzione, dati i tratti di sentiero parzialmente attrezzati ma sempre abbastanza esposti ed il terreno piuttosto instabile ed umido del sottobosco.

Continuando la salita si giunge ad ulteriori terrazzamenti artificiali e all’entrata di diversi tunnel, compreso quello del “livello Parolini”, il principale dello stabilimento minerario e lungo 400 m. Le diverse entrate delle miniere erano collegate con un sistema di tunnel sotterranei lunghi più di 1.300 m.; il materiale estratto veniva raccolto a valle tramite l’utilizzo di una teleferica.

Dopo aver esplorato la zona, il tracciato prosegue sull’evidente e comoda traccia che porta a Caoria e utilizzata in passato dai lavoratori delle miniere. La traccia, mai troppo ripida o esposta, prosegue verso NO, abbassandosi in un bosco particolarmente pulito un tempo occupato da prati. Dopo un paio di chilometri si giunge sulla strada forestale sopra le case più meridionali dell’abitato di Caoria (Caoria de Fóra), visibili difronte. Si prosegue quindi sulla strada voltando a sinistra, verso SE, transitando sopra l’area faunistica del cervo situata alle porte di Caoria e portandosi direttamente sulla strada SP 56, che si segue per un chilometro verso Canal San Bovo giungendo, infine, al parcheggio di Pralongo.

 

Sentieri

 

  • Dal parcheggio di Pralongo (771 m slm), salire allo sbarramento di Pralongo,
  • Dal punto visitabile più alto dello sbarramento, procedere in salita seguendo le indicazioni verso Caoria / Piazzali e funicolare miniere
  • Risalire il “boàl” di Pralongo sul vecchio sentiero di servizio delle miniere fino ai primi terrazzamenti delle strutture superiori del “livello Santa Barbara” (circa 1.150 m slm), [DEVIAZIONE] Visitare il sito minerario,
  • Dai terrazzamenti, procedere a sinistra per 2 km sull’evidente sentiero inizialmente pianeggiante che prosegue a NO, verso Caoria, fino a giungere sulla strada forestale,
  • Seguire la strada forestale a sinistra, verso SE, fino a giungere sulla strada principale SP 56,
  • Proseguire per 1 km sulla strada asfaltata SP 56 verso Canal San Bovo fino a giungere al parcheggio di Pralongo. ✓

 

SBARRAMENTO DI PRALONGO

 

  • Dopo l’entrata in guerra del Regno d’Italia con l’Impero Austro-Ungarico, il 23 maggio 1915, dal giugno 1915, in seguito all’occupazione di Passo Brocón e di Canal San Bovo e all’avanzata nella Valle del Vanoi, lo schieramento italiano si rafforzò sulla linea naturale Forcella ValsordaCima ValsordaAlpe BoalónPralongoCima di Mezzogiorno Conte MoroCol de la CrósForcella Regana.
  • Grazie alla conformazione del terreno favorevole e in virtù dell’appoggio  di cui avrebbe potuto godere da parte del potente schieramento di artiglieria previsto sul retrostante Monte Totoga, la stretta di Pralongo forniva ottime condizioni per l’allestimento di uno sbarramento nel fondovalle destinato a proteggere l’immediata retrovia di Canal San Bovo e l’abitato di Caoria, occupato il 26 gennaio 1916.
  • Dalla stretta di Pralongo, il 18 giugno 1916, partirono in ricognizione i 32 Alpini del Reggimento Feltre destinati a cadere nell’imboscata tesa loro presso Refavaie.
  • Le operazioni  italiane dell’estate del 1916 nell’alto Vanoi, a partire dalla poco contrastata occupazione di Cima Paradisi e delle creste di Fossernica fino alla sanguinosa conquista del Monte Cauriòl, determinarono un radicale mutamento della prima linea italiana che, a fine autunno, correva lungo il Monte Cauriol, le quote 2.454 del Gardinàl e 2.353 della Busa Alta, il medio Vallone di Coldosè, Coltorondo e la quota 2.353 (Punta del Tabio) di Cima Cece; Pralongo era diventata ormai una profonda retrovia.
  • In conseguenza della battaglia di Caporetto, a inizio novembre 1917 le trincee di Pralongo assistettero mute al ripiegamento delle colonne degli Alpini in ritirata verso la nuova linea sul Piave. Le trincee furono utilizzate brevemente dalla 134ª compagnia della Brigata Monrosa la notte del 7 novembre con lo scopo di rallentare l’inseguimento di due compagnie di Kaiserschützen.

 

Bibliografia

 

Gadenz, S. Toffol, M. Zanetel, L. (1993). Le Miniere di Primiero, raccolta antologica di studi. Primiero: Comitato storico-rievocativo di Primiero.

Taufer, E. (1977). Guida delle valli del Primiero, Cismon-Mis-Vanoi. Trento: Società Alpinisti Tridentini.

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