Fradusta

Rifugio Pedrotti – Cima Fradusta – Rifugio Pedrotti

Dettagli

Località San Martino di Castrozza
Caratteristiche Roccia, Altipiano
Condizioni del percorso In Inverno non segnalato, potreste trovare qualche traccia di chi vi ha preceduto
Gradi di esposizione 0/5
Terreno (Bosco) -
Terreno (Prato) -
Terreno (Roccia) 100%
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 12 km
Durata 4h
Dislivello positivo 670m
Dislivello negativo 670m
Altitudine massima 2,939m
Altitudine minima 2,520m
Parcheggio Macchina 46.263912, 11.805111

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Descrizione

Questa escursione si svolge interamente sull’Altopiano delle Pale di San Martino, un deserto di roccia posto a 2600 m s.l.m. che raggiungerete tramite la funivia Rosetta.

Nella stagione estiva il sentiero che porta verso la vostra meta, la Cima Fradusta (2,939 m s.l.m.) è sempre ben segnalato tramite cartelli segnavia, ometti e bolli rossi, nonchè discretamente frequentato almeno fino ai piedi della cima.

La versione invernale che proponiamo invece è un po’ più avventurosa e sconsigliata a chi si affaccia per la prima volta sull’altopiano. Il sentiero coperto dalla neve è inesistente e si deve avere ben chiara la direzione da prendere.

Il senso dell’orientamento è indispensabile come indispensabile è non seguire ciecamente tracce di persone che sono passate prima di voi, l’altopiano è grande potrebbero essere dirette da altre parti. Non spaventatevi se lungo in percorso a volte vi troverete completamente soli, godetevi il momento è la natura che vi circonda.

Si parte dal Rifugio Rosetta muniti di sci o ciaspole ai piedi e si prosegue con qualche su e giu verso il Passo Pradidali Basso prima e il Passo di Fradusta poi, la camminata non risulta impegnativa dal punto di vista fisico anche se le racchette da neve rallenteranno di parecchio la vostra marcia.

Dal Passo Fradusta si abbandona il sentiero che prosegue verso est e si sale lungo la cresta arrotondata in direzione sud verso la cima, questo è il tratto più impegnativo dell’escursione ma non presenta pericoli o tratti esposti.

Dai quasi 3,000 m s.l.m. della vetta lo spettacolo è magnifico, in posizione dominante senza nessuna altra cima vicina vedrete a nord tutto l’altipiano e a sud le Vette Feltrine. Se vi imbatterete in una giornata limpidissima potreste scorgere addirittura la laguna di Venezia (sareste fortunati, a me non è mai capitato).

Il ritorno sarà molto più facile dell’andata, vi basterà seguire a ritroso le vostre tracce fino al punto di partenza.

 

Sentieri

 

  • Dall’arrivo della Funivia Colverde sul lato della Cima Rosetta, seguire il sentiero No. 701A verso il Rifugio Pedrotti,
  • Dal Rifugio Pedrotti, prendere il sentiero No. 707 verso Cima Fradusta / Passo Canali,
  • Convergere nel sentiero No. 709 sempre verso Cima Fradusta,
  • Attraversare il Ghiacciaio della Fradusta e prendere il sentiero No. 708,
  • Abbandonare il sentiero No. 708 e percorrere la cresta in direzione sud cerso la Cima Fradusta,
  • Ripercorrere a ritroso il percorso fino alla funivia. ✓

 

RIFUGIO PEDROTTI ALLA ROSETTA

 

  • Situato sull’Altopiano delle Pale di San Martino, a 2.358 metri di altitudine, il Rifugio Giovanni Pedrotti alla Rosetta, chiamato anche Rifugio Pedrotti o Rifugio Rosetta, costruito nel 1889 su progetto dell’ingegner Annibale, è uno dei più vecchi rifugio SAT (Società Alpinisti Tridentini).
  • Già nel 1896, dato l’interesse alpinistico suscitato dalle Pale di San Martino, il Rifugio Pedrotti fu ampliato. Assieme al progetto di ampliamento, la SAT decise inoltre di costruire un secondo edificio adibito ad albergo al Passo della Rosetta, affacciato sulla conca dove sorge l’abitato di San Martino di Castrozza. L’iniziativa fu però archiviata a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.
  • Dopo la Grande Guerra, che ne lasciò in piedi soltanto pochi muri, il Rifugio Rosetta fu ripristinato e successivamente ampliato nel 1931. Il secondo conflitto mondiale riservò però una sorte simile al rifugio, che venne incendiato dai Nazisti.
  • Con la costruzione della funivia che da Colverde porta a poche centinaia di metri dal rifugio, avvenuta nel 1957, il Rifugio Rosetta si aprì in maniera definitiva al turismo dolomitico di massa.

 

GHIACCIAIO DELLA FRADUSTA

 

  • Il Ghiacciaio della Fradusta, posto sulle Pale di San Martino a quota 2,600 m s.l.m., alla fine del 1800 occupava il secondo posto nella classifica dei ghiacciai più grandi delle Dolomiti, dopo quello della Marmolada.
  • L’inizio dell’agonia del ghiacciaio avviene durante l’estate del 2003, caratterizzata da temperature torride, che spezzò in due il suo manto, rivelando la sua precarietà e sofferenza. Da lì gli esperti capirono che i suoi giorni erano ormai contati e predissero una sua “estinzione” entro il 2015.
  • Poco distante dal ghiacciaio si trova la famosa Busa di Manna, un avvallamento nel cuore dell’Altopiano delle Pale di San Martino, dove è stata registrata la temperatura più bassa d’Italia: -49,6 gradi centigradi.
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