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Rifugio Pedrotti – Passo Canali – Rifugio Treviso – Malga Canali

Dettagli

Località Pale di San Martino
Caratteristiche Dolomiti, Altopiano Rosetta
Condizioni del percorso Non visibilissimo ad altezza del Ghiacciaio della Fradusta
Grado di Esposizione 1/5
Terreno (Bosco) 20%
Terreno (Prato) -
Terreno (Roccia) 80%
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 13km
Durata 4h
Dislivello positivo 315m
Dislivello negativo 1,612m
Altitudine massima 2,721m
Altitudine minima 1,307m
Parcheggio Macchina 46.264139, 11.805056

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Descrizione

Forse poche escursioni sulle Pale di San Martino sono più classiche di questa. La traversata qui proposta è un classico che si può trovare quasi su qualsiasi guida escursionistica del Primiero. Non si tratta di un anello, ma non ci dovrebbero essere problemi legati alla logistica utilizzando i mezzi di trasporto pubblici durante la stagione estiva.

Prima della partenza, prendere la Funivia Colverde dal paese di San Martino di Castrozza che vi porterà direttamente alle porte dell’altopiano delle Pale di San Martino. Dall’approdo della funivia sarà visibile gran parte dell’altopiano, e durante la traversata la visuale si aprirà progressivamente offrendo un’ampia vista su tutto il versante settentrionale delle Pale. Durante questa piacevole camminata, dopo aver attraversato il Passo di Pradidali, attraverserete a c.ca 2,650 m s.l.m. quel poco che è rimasto del Ghiacciaio della Fradusta, ora ridotto a poco più di un laghetto alpino per via del riscaldamento climatico. Arrivati al Passo Canali, lascerete l’altopiano ed il suo paesaggio lunare cominciando una lunga discesa verso il Rifugio Treviso, lungo la Val Canali.

Questa camminata è adatta a tutti e non presenta alcun pericolo, anche se, data la sua lunghezza, il tratto in discesa da Passo Canali può risultare estremamente noioso per i bambini.

 

Sentieri

 

  • Dall’arrivo della Funivia Colverde sul lato della Cima Rosetta, seguire il sentiero No. 701A verso il Rifugio Pedrotti,
  • Dal Rifugio Pedrotti, prendere il sentiero No. 707 verso Cima Fradusta / Passo Canali,
  • Convergere nel sentiero No. 709 sempre verso Cima Fradusta,
  • Attraversare il Ghiacciaio della Fradusta e prendere il sentiero No. 708,
  • Seguire il sentiero No. 708 verso Passo Canali (2,466 m s.l.m.),
  • Proseguire in discesa verso Rifugio Treviso / Malga Canali lungo il sentiero No. 707,
  • Arrivare a Malga Canali. ✓

 

RIFUGIO PEDROTTI ALLA ROSETTA

 

  • Situato sull’Altopiano delle Pale di San Martino, a 2.358 metri di altitudine, il Rifugio Giovanni Pedrotti alla Rosetta, chiamato anche Rifugio Pedrotti o Rifugio Rosetta, costruito nel 1889 su progetto dell’ingegner Annibale, è uno dei più vecchi rifugio SAT (Società Alpinisti Tridentini).
  • Già nel 1896, dato l’interesse alpinistico suscitato dalle Pale di San Martino, il Rifugio Pedrotti fu ampliato. Assieme al progetto di ampliamento, la SAT decise inoltre di costruire un secondo edificio adibito ad albergo al Passo della Rosetta, affacciato sulla conca dove sorge l’abitato di San Martino di Castrozza. L’iniziativa fu però archiviata a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.
  • Dopo la Grande Guerra, che ne lasciò in piedi soltanto pochi muri, il Rifugio Rosetta fu ripristinato e successivamente ampliato nel 1931. Il secondo conflitto mondiale riservò però una sorte simile al rifugio, che venne incendiato dai Nazisti.
  • Con la costruzione della funivia che da Colverde porta a poche centinaia di metri dal rifugio, avvenuta nel 1957, il Rifugio Rosetta si aprì in maniera definitiva al turismo dolomitico di massa.

 

RIFUGIO TREVISO

 

  • Situato in una pittoresca cornice di grandi larici ed abeti sul versante orientale della Val Canali, il Rifugio Treviso (in origine Canalihütte o Rifugio Canali) venne inaugurato il 26 agosto 1897, con una cerimonia organizzata dalla sezione di Dresda del DOe- AV, che lì aveva scelto di erigere una capanna alpina. 
  • L’inaugurazione del rifugio del 1897, con l’iconica prima ascesa da parte di A.G.S. Raynor e J.S. Phillimore della Torre Dresda sulla Pala della Madonna, segnò l’inizio del turismo alpinistico di massa nella Val Canali; le sue cime furono esplorate da alpinisti quali Oscar Schuster e la famiglia Meurer, Beatrice Tomasson, la coppia Phillimore-Raynor, Fabbro, Della Fior e Bussi.
  • Al termine della Grande Guerra, a seguito del Trattato di Saint-Germain, la Canalihütte fu affidata alla sezione del CAI di Treviso, che nel 1924 la riaprì con l’attuale nome. Al sodalizio trevigiano, e soprattutto al suo presidente Giulio Vianello, bisogna ricondurre non solo il ripristino del rifugio, ma pure la sua ulteriore valorizzazione a fini alpinistici, grazie all’apertura, tra gli anni ‘20 e ’30, di una geniale rete di sentieri, tra cui svettano gli stupendi Vani Alti e Sédole. Ancora oggi il sentiero “del dotór” ricorda la figura del medico Giulio Vianello.
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