707

Ritonda – Malga Canali – Rifugio Treviso

Dettagli

Località Val Canali
Caratteristiche Val Canali, Pascoli, Malghe, Pale di San Martino
Condizioni del percorso Su facili sentieri segnalati
Grado di esposizione 0/5
Terreno (Bosco) 85%
Terreno (Prato) 15%
Terreno (Roccia) -
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 8.3 km
Durata 2h 30
Dislivello positivo 480 m
Dislivello negativo 480 m
Altitudine massima 1 629 m
Altitudine minima 1 180 m
Parcheggio Macchina 46.216841, 11.877855
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Descrizione

L’accesso turistico che dalla Val Canali porta al Rifugio Treviso è una facile camminata su un’ampia strada forestale che inizialmente percorre il letto del Torrente Canali per poi affrontare, sulla destra, un ultimo tratto poco più impegnativo nel bosco fino a giungere al rifugio. La camminata è adatta a tutte le stagioni, anche in notturna, considerato anche il fatto che il Rifugio Treviso è il più basso e accessibile delle Pale di San Martino. Nonostante l’accesso turistico più conosciuto preveda andata e ritorno lungo la strada forestale del Sentiero No. 707, il percorso qui proposto include una variante che attraversa i Prati Canali e Malga Canali durante la salita.

Il percorso comincia in località Sabionade, al termine della strada principale del fondovalle della Val Canali. Dal punto di partenza, a quota 1.180 m slm, si segue la traccia di sentiero immersa nel bosco che sale ripida a nord del Ristorante Cant del Gal, verso est. La salita iniziale è senza dubbio il tratto più impegnativo di questa passeggiata.

Una volta terminato lo strappo di poco più di un centinaio di metri, si apre l’ampia terrazza dove sorgono i Prati Canali. L’itinerario attraversa i prati in leggera salita fino a giungere a Pra Òrto, dove procede verso est in direzione Malga Canali.

Superata la Malga Canali (1.307 m slm) con il suo maestoso panorama – Cima Feltraio, Cima d’Oltro, Sass d’Ortiga, Pala del Rifugio Treviso, Coro, Alberghet, Pala dei Colombi -, il tracciato procede lungo un sentiero che si sviluppa parallelamente rispetto strada principale, fino a ricongiungersi al Sentiero No. 707. L’itinerario continua quindi lungo la strada del Sentiero No. 707, in costante salita nella valle, fino al raggiungimento di un ponte in legno che permette di attraversare il Torrente Canali.

Giunto alla base dell’ultimo tratto in salita, il percorso continua seguendo le indicazioni per il Rifugio Treviso lungo un sentiero che, dopo 13 tornanti nel bosco, porta direttamente al Rifugio Treviso (1.629 m slm), preceduto da un monumento alla memoria di vari alpinisti locali. 

Il rientro segue a ritroso il Sentiero No. 707, che conduce direttamente al punto di partenza.

 

Sentieri

 

  • Dalla località Sabionade, in Val Canali (1.180 m slm), procedere lungo la traccia che in salita porta a Malga Canali, a nord e parallela rispetto al Sentiero No. 707,
  • Da Malga Canali (1.307 m slm), continuare lungo la traccia fino a ricongiungersi al Sentiero No. 707,
  • Seguire il Sentiero No. 707 in direzione Rifugio Treviso,
  • Dal Rifugio Treviso (1.629 m slm), rientrare in discesa lungo il Sentiero No. 707 fino al punto di partenza. ✓

 

RIFUGIO TREVISO

 

  • Situato in una pittoresca cornice di grandi larici ed abeti sul versante orientale della Val Canali, il Rifugio Treviso (in origine Canalihütte o Rifugio Canali) venne inaugurato il 26 agosto 1897, con una cerimonia organizzata dalla sezione di Dresda del DOe- AV, che lì aveva scelto di erigere una capanna alpina. 
  • L’inaugurazione del rifugio del 1897, con l’iconica prima ascesa da parte di A.G.S. Raynor e J.S. Phillimore della Torre Dresda sulla Pala della Madonna, segnò l’inizio del turismo alpinistico di massa nella Val Canali; le sue cime furono esplorate da alpinisti quali Oscar Schuster e la famiglia Meurer, Beatrice Tomasson, la coppia Phillimore-Raynor, Fabbro, Della Fior e Bussi.
  • Al termine della Grande Guerra, a seguito del Trattato di Saint-Germain, la Canalihütte fu affidata alla sezione del CAI di Treviso, che nel 1924 la riaprì con l’attuale nome. Al sodalizio trevigiano, e soprattutto al suo presidente Giulio Vianello, bisogna ricondurre non solo il ripristino del rifugio, ma pure la sua ulteriore valorizzazione a fini alpinistici, grazie all’apertura, tra gli anni ‘20 e ’30, di una geniale rete di sentieri, tra cui svettano gli stupendi Vani Alti e Sédole. Ancora oggi il sentiero “del dotór” ricorda la figura del medico Giulio Vianello.
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