Ghiacciaio Fradusta

Ritonda – Pradidali – Ghiacciaio della Fradusta

Dettagli

Località Pale di San Martino
Caratteristiche Dolomites, Val Canali
Condizioni del percorso Sentiero visibile, ma è opportuno prestare attenzione alle caratteristiche del terreno
Gradi di esposizione 2/5
Terreno (Bosco) 20%
Terreno (Prato) -
Terreno (Roccia) 80%
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 17.6 km
Durata 7h
Dislivello positivo 1,839 m
Dislivello negativo 1,839 m
Altitudine massima 2,823 m
Altitudine minima 1,191 m
Parcheggio Macchina 46.217333, 11.877667

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Descrizione

Il Ghiacciaio della Fradusta ricade tristemente nella categoria degli ultimi ghiacciai rimasti nelle Dolomiti. Anch’esso però, come gli altri, si sta purtroppo sciogliendo rapidamente, a causa delle anomalie delle temperature create dal riscaldamento globale. Per dovere di cronaca, ci sono due punti da cui si parte tipicamente per giungere al ghiacciaio; il percorso più semplice è la facile camminata in falsopiano dal Rifugio Pedrotti (a.k.a. Rifugio Rosetta), l’altro è la risalita dalla Val Canali. Quest’ultimo, qui descritto, è decisamente più impegnativo, con un percorso che prevede oltre 1.700 m di dislivello ascendente.

La prima parte di questa escursione percorre il principale e classico punto di accesso al Rifugio Pradidali.

Il Sentiero No. 709, ben segnalato e visibile, parte presso la località La Ritonda (1.180 m s.l.m.), dove inizia a salire in un ambiente boschivo che segue il corso del Rio Pradidali. La valle del Rio Pradidali (Val Pradidali) costituisce un ampio anfiteatro con vista mozzafiato sulle cime (da Ovest ad Est) del Monte Cimerlo, della Stanga, della Madonna, di BallCanaliSasso delle Léde e d’Ostio.

Il sentiero procede nel bosco fino a giungere al crocevia posto in località Pedemonte (a circa 1,670 mt di altitudine), ai piedi della Cima Canali (2,859 m s.l.m.). Da quel punto, il bosco viene lasciato alle spalle e si comincia a salire su un tratto leggermente più tecnico, che presenta alcuni punti con corde fisse.

I tratti attrezzati della seconda parte del sentiero, che porta direttamente al Rifugio Pradidali, non sono particolarmente pericolosi, ma consigliamo di prestare attenzione, in quanto alcuni di essi sono abbastanza esposti.

Una volta superato il tratto più ripido (dopo il doppio tornante, chiamato anche “la M del Pradidali“), comincia ad aprirsi l’altopiano dove è situato il Rifugio Pradidali, circondato da un panorama dolomitico semplicemente stupendo.

Una volta giunti al Rifugio Pradidali (2,278 m s.l.m.), l’itinerario continua verso nord, attraversando il pianoro sassoso che, tra cime dolomitiche maestose, porta direttamente al Lago Pradidali (2,241 m s.l.m.). Dopo questo breve tratto pianeggiante, il sentiero riprende a salire guadagnando rapidamente quota verso il valico del Passo Pradidali Basso. Dal momento in cui esiste solo un percorso che lungo il canalone, perdersi è obiettivamente impossibile.

Una volta raggiunto il Passo Pradidali Basso (2.658 m s.l.m.), ci si troverà ai piedi del Ghiacciaio di Fradusta, visibile sulla destra sotto Cima Fradusta (2.939 m s.l.m.). Dal momento in cui, verosimilmente, il ghiacciaio scomparirà nel giro di qualche anno, consigliamo vivamente, oltre di che cercare le numerose immagini che mostrano la sua evoluzione nel tempo, di non perdere l’occasione di visitarlo. Affrettatevi quindi, finchè c’è!

Il ritorno segue a ritroso lo stesso percorso precedentemente descritto. Come alternativa, se si desidera, si può rientrare attraverso l’Altopiano delle Pale di San Martino, passando per il Rifugio Pedrotti fino alla discesa a valle che porta a San Martino di Castrozza, per un’esperienza fisicamente impegnativa, autentica e immersa nelle Dolomiti.

 

Sentieri

 

  • Dalla località La Ritonda (in Val Canali), seguire il Sentiero No. 709 fino al bivio posto in località Pedemonte,
  • Continuare lungo il Sentiero No. 709 verso il Rifugio Pradidali, fino all’arrivo al rifugio,
  • Dal Rifugio Pradidali (2,278 m s.l.m.), continuare lungo il Sentiero No.709, passando per il Lago Pradidali (2,241 m s.l.m.) e che porta verso il Passo Pradidali Basso,
  • Poco prima della forcella del Passo Pradidali Basso (2,658 m s.l.m.), seguire il Sentiero No. 709A verso il Passo della Fradusta,
  • Dal Passo della Fradusta (2,716 m s.l.m.), apparirà di fronte il Ghiacciaio della Fradusta,
  • Il rientro segue lo stesso percorso a ritroso. ✓

 

GHIACCIAIO DELLA FRADUSTA

 

  • Il Ghiacciaio della Fradusta, posto sulle Pale di San Martino a quota 2,600 m s.l.m., alla fine del 1800 occupava il secondo posto nella classifica dei ghiacciai più grandi delle Dolomiti, dopo quello della Marmolada.
  • L’inizio dell’agonia del ghiacciaio avviene durante l’estate del 2003, caratterizzata da temperature torride, che spezzò in due il suo manto, rivelando la sua precarietà e sofferenza. Da lì gli esperti capirono che i suoi giorni erano ormai contati e predissero una sua “estinzione” entro il 2015.
  • Poco distante dal ghiacciaio si trova la famosa Busa di Manna, un avvallamento nel cuore dell’Altopiano delle Pale di San Martino, dove è stata registrata la temperatura più bassa d’Italia: -49,6 gradi centigradi.

 

RIFUGIO PRADIDALI

 

  • Il nome del rifugio deriva verosimilmente da “prati gialli”, dovuto alla ricca fioritura del papavero alpino a valle, che colorava i ghiaioni della Val Pradidali di giallo.
  • Il Rifugio Pradidali è uno storico rifugio Dolomitico costruito nel 1896 dal DÖAV di Dresda. E’ base di partenza di un gran numero di bellissime ascensioni su roccia di ogni tipo e difficoltà, tra le quali ricordiamo le celebre Fessura Buhl-Erwing, frequentata da alpinisti di ogni parte del mondo, senza dimenticare molte altre ascensioni di stampo classico dalle firme prestigiose di Langes, Detassis, Castiglioni, Wiessner, Solleder, fino alle grandi vie contemporanee del freeclimber più famoso, Maurizio “Manolo” Zanolla (detto “il mago”), che qui stabilì il suo campo base nei primi anni della sua brillante carriera alpinistica.

 

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