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Castel Pietra

Tonadico – Castel Pietra – Villa Welsperg

Dettagli

Località Tonadico, Val Canali
Caratteristiche Storia, Architetture, Val Canali
Condizioni del percorso Ben visibile, su larghi sentieri e strade, non sempre ben segnalato
Grado di esposizione 0/5
Terreno (Bosco) 70%
Terreno (Prato) 15%
Terreno (Roccia) -
Terreno (Urbano) 15%
Lunghezza 7.4 km
Durata 2h 30
Dislivello positivo 350 m
Dislivello negativo 350 m
Altitudine massima 1 054 m
Altitudine minima 740 m
Parcheggio Macchina 46.180697, 11.840231
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Descrizione

Arroccati e scalfiti dalle cicatrici del passato e della malasorte, nel corso dei secoli i ruderi di Castel Pietra sono stati fonte di suggestioni sia per i locali che per i viaggiatori, compresi i primi pionieri inglesi che esplorarono le Pale di San Martino. Questa escursione, consigliata a tutti e con tematiche supportate da cartelli che spaziano dalla storia allo sfruttamento delle risorse idriche, prova a ripercorrere alcuni dei luoghi più caratteristici legati al castello ed al suo passato, disegnando un anello che parte ed arriva a Tonadico, il più antico centro della vallata, a valle del castello.

Il percorso parte dal parcheggio posto a sud del paese, sulla sponda sinistra del Torrente Canali. Il tracciato comincia percorrendo in un falsopiano in salita Via Zocchét, lungo la sponda del torrente su una strada che da asfaltata diventa a fondo sassoso e che conduce, dopo aver attraversato un ruscello su un ponticello di legno, sulla strada del Passo Cereda (SS 347). Giunti sulla strada principale, la si percorre in discesa fino ad oltrepassare il letto del torrente, per poi prendere – sulla destra, verso nord est – una strada secondaria con indicazioni Madonna della Luce / Villa Welsperg. La salita, pur sempre facilmente camminabile, comincia a diventare più impegnativa e giunge, in una decina di minuti, al capitello della Madonna della Luce, posto alla base dello strappo che porta al castello. 

Dal capitello, a quota 850 m slm, la traccia prosegue ripida lungo la vecchia strada di accesso al castello, immersa nel bosco. Durante questo tratto di salita, è possibile arrivare al castello seguendo diverse varianti; per motivi storici e per gustarsi meglio l’arrivo ai ruderi consigliamo di seguire interamente la vecchia strada. Durante tutta la risalita, fino alla sua prossimità, Castel Pietra non è visibile. 

Una volta giunti alla piazzola alla base della falesia sopra la quale sorgono i ruderi (1.039 m slm), la traccia prosegue lungo la base della parete verso quel poco che è rimasto dell’accesso nord del castello. 

Ai piedi del muro da cui parte la scala di accesso, l’itinerario prende una traccia di sentiero che porta in località Le Cesurette: un bel prato con un ruscello posto all’ingresso della Val Canali, a 978 m di altitudine. Dalle Cesurette si prosegue verso Villa Welsperg, salendo sempre nel bosco verso il Laghetto Welsperg. Poco prima di arrivare al bacino, anziché voltare verso destra, ci si tiene nel bosco, ad ovest, lungo una traccia di sentiero che consente di poter continuare il percorso immersi nel silenzio e nella suggestione offerta dai numerosi massi isolati presenti. Dopo circa mezzo chilometro, la traccia si immette sulla strada principale che porta a Villa Welsperg, percorsa fino a giungere nei pressi dell’edificio. Presso la villa, si procede attraversando il Torrente Canali sul ponte sopra il bacino artificiale del “Cacciatore”, cominciando la via del rientro verso sud. 

Dall’albergo “Al Cacciatore”, si prosegue su un vecchio sentiero che torna a Tonadico. Il sentiero percorre un tratto in discesa costante e non impegnativa lungo il versante ad ovest della vallata, offrendo alcuni scorci interessanti sul Castel Pietra, sulle Pale Alte del Palughét e sul Gruppo del Cimonega, con il Piz di Sagrón (2.479 m slm) che svetta sullo sfondo.

Con l’avvicinarsi al paese di Tonadico e l’infoltirsi della rete di sentieri, è utile tenere a mente di tenersi in costa.  Poche centinaia di metri dopo aver superato i masi della località di Novaia, si giunge sulla strada asfaltata di Coladína che porta direttamente al paese, passando per l’antica Chiesa di San Vittore. Prima di rientrare al punto di partenza, è dilettevole concludere questo tracciato a sfondo storico passando presso il Palazzo Scopoli, costruito nell’anno 1000, e la Lisièra.

 

Sentieri

 

  • Da Tonadico, percorrere Via Zocchét lungo il Torrente Canali, fino ad giungere alla strada del Passo Cereda SS 347,
  • Dal ponte sulla SS 347, prendere il sentiero in direzione Madonna della Luce / Villa Welsperg fino a giungere al capitello della Madonna della Luce,
  • Dal capitello (850 m slm), procedere verso Villa Welsperg fino all’arrivo al castello,
  • Da Castel Pietra (1.039 m slm), continuare verso Villa Welsperg, passando per la località delle Cesurette (978 m slm),
  • Da Villa Welsperg (1.030 m slm), attraversare il Torrente Canali e prendere il sentiero verso Tonadico. ✓

 

CASTEL PIETRA: LE ORIGINI

 

  • Le origini del Castello della Pietra (Castrum Petrae), conosciuto anche come Castel Pietra, non sono del tutto chiare. Esso fu presumibilmente eretto dai vescovi di Feltre come residenza del rappresentante vescovile – capitano – incaricato di amministrare la giustizia. La prima menzione documentaria relativa a Castel Pietra risale al 1064. Altra citazione risale al 1097, durante la prima crociata, alla quale si ipotizza la partecipazione di Corrado da Primiero (Corrado del castello), benedetto dal Vescovo di Feltre. Dopo questa data non se ne trova alcuna menzione nelle fonti scritte fino alla seconda metà del XIII secolo.
  • Il castello sorge al di sopra dell’abitato di Tonadico, eretto sulla sommità di un enorme masso erratico (dal quale ha origine il suo nome) sul Torrente Canali, posizione privilegiata da cui controllava la strada che collegava il Primiero con l’Agordino. Numerose sono le rappresentazioni pervenuteci del castello, molte di esse fuorvianti. Di certo si sa che l’edificio era costituito da due parti distinte, collegate tra di loro. Le rappresentazioni cinquecentesche più attendibili consentono una ricostruzione dell’edificio con pianta quadrangolare, sviluppato su due piani, con copertura a pavione, a cui erano addossati volumi minori. Si narra anche che la via di accesso fosse un’ ”impervia scalinata scavata nella roccia”. Un’investitura feudale risalente al 1519 attesta che il castello fosse composto da 46 locali distinti.

 

CASTEL PIETRA: LA STORIA

 

  • La lotta per le investiture tra Guelfi e Ghibellini ebbe ripercussioni sul Feltrino, costringendo il vescovato di Feltre, pressato dalle maggiori signorie venete, a cedere parte dei suoi possedimenti alla famiglia da Camino, in cambio di protezione. Nel 1235 i da Camino consegnarono il Castello della Pietra a Ezzelino III da Romano su istanza del vescovo Matteo da Tomo.
  • Nel 1260 il vescovo di Feltre, Adalgerio di Villalta, torna in possesso del “potestaria et districtus Primei”, provvedendo alla nomina di un suo governatore, Andrea de Curte, con il titolo di capitano. Nel marzo 1273, il vescovo convalida i primi statuti di Primiero, dove sono indicati gli obblighi annuali degli abitanti verso il castello “domus castri Petre”, comprensivi del pagamento di 200 lire venete, della consegna di cento carri di legna e del “restauro dello salto, qualora necessario”.
  • Nel corso del XIV secolo Primiero si trova coinvolto negli scontri tra Scaligeri, Veneziani, Carraresi e casate tedesche che si contendono il vescovato Feltrino. Nel 1337, Carlo di Lussemburgo, si legge dalle sue memorie, giunge a Primiero dal Passo Rolle durante la sua spedizione verso Feltre e Belluno, entrambe minacciate dall’espansionismo veneziano, espugnando il Castel Pietra a danno degli Scaligeri. Il 7 ottobre 1349 Carlo di Lussemburgo viene incoronato Re del Tirolo (Carlo IV); con l’incoronazione Primiero si svincola per la prima volta da Feltre, diventando feudo diretto del Tirolo.
  • Nel 1404 Castel Pietra viene concesso alla Famiglia Welsperg, originaria della Val Pusteria, che manterrà la sua gestione fino all’Ottocento. Come testimonia il capitano Cristoph Ellinger, i Welsperg ampliarono l’edificio con stanze per signori e dame, dotandolo di fortificazioni ed annessi agricoli alla base della roccia, tra i quali la cappella, dedicata a San Leonardo, la fucina, il granaio, la segheria ed il mulino.
  • Il rapporto tra i Welsperg e gli abitanti del Primiero è documentato nei secoli come un rapporto difficile, soprattutto dopo l’introduzione, durante il XV secolo, del “manaràstico”, una tassa tarata sul commercio del legname, da cui molte attività commerciali della vallata dipendevano.
  • Nel 1500, la costruzione del palazzo di famiglia Welsperg a Fiera, divenuta centro decisionale di fatto per tutta la comunità del Primiero, sancisce l’inizio di un progressivo declino del castello, in concomitanza alla perdita della sua importanza strategica.
  • Dopo le rovine causate da inondazioni parziali e da incendi, esso fu ricostruito nel 1565.
  • Nel 1608 la fortezza venne nuovamente ampliata, sempre a danno dei mercanti, imponendo ad essi “pedaggi odiosi”, con il consenso di Giovanni Althamer, daziario in Primiero. Per questa usurpazione, Francesco Caldogno, in veste di “provveditore ai confini in Vicentina”, guidò una schiera di armati dei Sette Comuni all’assalto del castello.
  • In seguito ad un incendio avvenuto del 1611, i Welsperg tentarono di recuperare i loro diritti ai “piòveghi”, che erano stati surrogati già dal 1440 dal pagamento di un’imposta annuale fissa. Essi tentarono di farsi riconoscere un diritto straordinario per la ricostruzione del castello, ma la comunità del Primiero si oppose con tutti i mezzi contro la riesumazione di una servitù ormai estinta da secoli. Fu probabilmente lo stesso capitano del castello, Römer, che con una dichiarazione evitò che i Welsperg procedessero con le loro richieste: “se non fossero stati li huomini di Tonadig il castello si brusava fin in fondo”.
  • Il castello fu ricostruito nel 1612, perdendo però molto della sua antica dignità e uscendone particolarmente ridotto. La residenza ormai contava solo “di due sale, due stue, cosine, vòlto e altre stanze di comodità”, soltanto per una famiglia. Il capitano del castello si era ormai stabilito a Fiera, con tutti i suoi uffici, anche per essere meglio in grado di sorvegliare il centro più attivo della valle e seguirne i problemi da risolvere, tra cui la triste pagina dei processi contro le streghe.
  • Gli atti processuali ci danno una vaga idea del ruolo del capitano nei processi contro Barbara Luciana, detta Lorenzona, accusata di essere scomparsa di fronte al figlio “su per il camino”, torturata per poi essere rilasciata, e Appolonia, vedova di Pietro Bernardin, accusata di “convegni notturni con il diavolo”, che sotto torture confessò e fu impiccata e bruciata a Molarén, il 7 dicembre 1647.
  • Durante la notte di Santo Stefano del 1675, mentre tutta la famiglia del dinasta si trova alla messa solenne presso la chiesa arcipretale di Pieve, il castello prese fuoco. Le fiamme lo distrussero interamente, riducendolo ad un cumulo di rovine.
  • Tentativi di una parziale ricostruzione furono fatti decenni successivi, ma subirono un blocco definitivo nel 1720 quando, a causa di una tromba d’aria, il tetto della struttura venne completamente scoperchiato. Quest’ultimo evento segnò il definitivo abbandono di Castel Pietra. Non bastasse, nel 1885 crolla l’intera ala nord del castello e, con essa, l’unico accesso ancora percorribile alla struttura.

 

CASTEL PIETRA: I GIORNI NOSTRI

 

  • All’inizio degli anni ‘80 sono stati condotti dei lavori di pulitura dei ruderi dalla vegetazione e detriti, permettendo il recupero dei resti murari. Ulteriori lavori di restauro sono stati portati a termine nel corso degli anni. Il Castel Pietra, ancora di proprietà della famiglia Thun-Hohenstein-Welsperg, si presenta oggi allo stato ruderale. 
  • Il rudere non risulta ufficialmente visitabile, data la pericolosità della scala metallica sospesa di accesso alla parte nord e del successivo scavalco del muro. Al suo interno restano visibili il pozzo, alcune finestre signorili e la muratura delle varie stanze. 
  • Il masso su cui sorge è stato negli ultimi decenni meta di numerosi appassionati di bouldering, probabilmente anche attratti dalla singolarità dell’ambiente circostante.

 

TONADICO

 

  • Sebbene Tonadico sia il più antico paese della valle, della quale fu centro politico e residenza del “capitano” del Castello della Pietra – arroccato a nord del paese -, un’origine etimologica del nome dell’abitato non è chiara.
  • Tonadico preserva alcuni monumenti di particolare rilievo storico ed artistico, quali la Chiesa di San Vittore, che prende il nome dai santi protettori del comune di Feltre (al tempo dell’edificazione il territorio faceva parte della Diocesi di Feltre), la lisièra ed il Palazzo Scopoli, costruito nell’anno 1.000 d.C., che ebbe un iniziale funzione di deposito e magazzino per la comunità locale per poi essere adibito a residenza del vicario del Vescovo di Feltre. 
  • La Chiesa di San Vittore, eretta tra il V e VI secolo d.C., è la più antica della Comunità. La piccola chiesa  presenta al suo interno numerosi affreschi dallo spiccato interesse artistico.
  • Gli abitanti del paese di Tonadìco portano il nomignolo di “strighi” (tr. streghetti). L’origine del nomignolo si può condurre, con una leggera forzatura, alle leggende che riguardano il Castello della Pietra e al fatto che gli abitanti stessi fossero considerati maligni, forse come conseguenza dei processi alle streghe tenutisi proprio a Tonadico.

 

Bibliografia

 

Possenti, E., Gentilini, G., Landi, W. (2013). Castra, castelli e domus murate. Corpus dei siti fortificati trentini tra tardoantico e basso medioevo. Apsat 4, 5, 6. Mantova.

Zieger, A. (1975). Primiero e la sua storia. Accademia del Buonconsiglio, TEMI. Trento.

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