Malga Bocche

Val Travignolo – Malga Bocche – Paneveggio

Dettagli

Località Paneveggio
Caratteristiche Pale di San Martino, Paneveggio
Condizioni del percorso Sentieri di montagna facili da seguire
Grado di esposizione 1/5
Terreno (Bosco) 75%
Terreno (Prato) 25%
Terreno (Roccia) -
Terreno (Urbano) -
Lunghezza 11.3 km
Durata 3h 15
Dislivello positivo 520 m
Dislivello negativo 520 m
Altitudine massima 1 945 m
Altitudine minima 1 505 m
Parcheggio Macchina 46.315688, 11.758573
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Descrizione

Questo itinerario è una semplice escursione quasi interamente in ambiente boschivo, che parte dall’estremo nord occidentale del Primiero, sulle sponde del Torrente Travignolo. L’anello presenta la particolarità di passare per tre comuni, appartenenti a tre diverse comunità montane: Primiero San Martino di Castrozza (Primierotta), Moena (Ladina-Fassana) e Predazzo (Fiammazza), sviluppandosi in porzioni quasi uguali sui tre territori.

Durante il percorso, si toccano diversi ambienti montani, con la compagnia costante di un’ampia e magnifica vista verso est sulle Pale di San Martino, da una delle prospettive che più affascina i visitatori.

Va riportato che questo tracciato è riadattato in seguito agli schianti della tempesta Vaia dell’ottobre 2019, la quale ha reso impraticabili alcune tracce antecedenti, andando così a modificare itinerario originale che raggiungeva Malga Bocche dalla Val Travignolo.

Il punto di partenza è sulla SP81, lungo il corso del Torrente Travignolo. Poche centinaia di metri prima di Pian dei Casoni (lo spiazzo con l’ampio parcheggio situato alla fine della Val Venegia), sulla sinistra si presenta una comoda strada forestale da cui parte la camminata.

Il percorso si presenta comodo e senza pendenze e dislivelli proibitivi. Dopo una mezz’ora di cammino, si abbandona lentamente l’ambiente boschivo con l’alzarsi della quota, approcciando il grande pascolo dell’Alpe Lusia, dove cavalli e mucche fanno da cornice alla magnifica vista di Malga Bocche. Da Malga Bocche (1.946 m s.l.m.), oltre alle Pale di San Martino e Passo Rolle, si può godere di una notevole vista sul Lagorai e sulle antistanti Cima Bocche e Cima Lastè. La malga merita una citazione particolare per la sua posizione e le sue caratteristiche che la fecero risultare vincitrice, nel 2015, del premio di “Malga più bella del Trentino”.

Dalla malga, si seguono le indicazioni verso Paneveggio. La strada forestale in discesa si immerge nuovamente in un ambiente boschivo, che porta comodamente alla località di Paneveggio (circa 1.450 m s.l.m.). Qui, prima di rientrare punto di partenza, è possibile osservare i cervi, reintrodotti nel territorio negli anni ‘60 ed ora molto numerosi su tutta la Val Travignolo, nel recinto dedicato del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, oltre che visitare il Centro Visitatori del Parco. Infine, perché no, si può fare una breve deviazione fino al ponte tibetano posto sopra la Forra del Torrente Travignolo; una piccola oasi che vale sicuramente la pena visitare.

 

Sentieri

 

  • Dalla SP81 verso il Passo Valles, poco prima di Pian dei Casoni, percorrere la strada forestale in salita verso Malga Bocche,
  • Da Malga Bocche (1.946 m s.l.m.), percorrere il Sentiero No. 623 in direzione Paneveggio,
  • Seguire le indicazioni per Paneveggio lungo la strada forestale,
  • Da Paneveggio (1.450 m s.l.m.), seguire prima un breve tratto sulla SS50 verso Passo Rolle e poi percorrere la SP81 verso Passo Valles fino a giungere al punto di partenza. ✓

 

PANEVEGGIO: CENTRO VISITATORI E FORESTA DEI VIOLINI

 

  • il Centro Visitatori del Parco Paneveggio Pale di San Martino ospita al suo interno un’esposizione sull’omonima foresta di abete rosso a sugli animali più rappresentativi della zona, tra i quali cervo e urogallo.
  • Paneveggio ha una lunga tradizione nella qualità di gestione della flora ed è famosa in tutta Europa per la qualità della sua produzione di legname.
  • Ormai a molti nota come Foresta dei Violini, la foresta di Paneveggio è famosa per la qualità della risonanza dei suoi abeti, usati dai liutai di un tempo.
  • Il famosissimo liutaio di Cremona Antonio Stradivari si serviva dell’abete “sonoro” di Paneveggio e di Fiemme, e sembra visitasse annualmente queste zone per scegliere i pezzi migliori per costruire i suoi famosi archi.

 

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